Toscana
La platea è soddisfatta: «Ma la Regione investa quei soldi sul territorio»
SAN MINIATO. È un giudizio tutto sommato positivo quello che si respirava fra i tanti tartufai arrivati ieri mattina a San Miniato. Una soddisfazione, in primis, per un disegno di legge che sembra andare incontro alle richieste dei cercatori in fatto di fiscalità, provando a portare un po’ d’ordine in un settore che fino ad oggi è sfuggito ad ogni tentativo di tracciabilità. Il tutto, però, tenendo come punti fermi la salvaguardia della libera ricerca, sempre più minacciata dalle aree private, insieme alla difesa dei territori da manomissioni e tagli indiscriminati.
«Io ho iniziato a cercare tartufi solo da pochi anni – racconta Lucia Nardi, sanminiatese – ma i territori non sono più quelli dei nostri nonni. Occorre salvaguardare con tutti i mezzi le aree tartufigene, mettendo anche le associazioni nelle condizioni di operare di più e meglio. Da questo punto di vista, sarebbe importante che i soldi pagati alla Regione tornassero indietro per essere reinvestiti sul territorio».
«L’altro grande problema, poi, è quello delle riserve private dove noi non possiamo andare – aggiunge Giuseppe Baldini di Scarperia, arrivato a San Miniato insieme ad un gruppo di cercatori del Mugello –. Bisognerebbe che la normativa colpisse questi proprietari a livello fiscale, esentando invece i terreni presi in affitto dalle associazioni dei tartufai e dove tutti possono andare liberamente. Per quanto riguarda la fiscalità, il limite di esenzione a 7mila euro previsto dal disegno di legge va benissimo: specialmente nella nostra zona è quasi impossibile superare quella cifra, soprattutto in un territorio devastato dall’arrivo dall’alta velocità, dall’autodromo e dalla creazione del lago di Bilancino».
«La maggior parte dei tartufai sono contenti del disegno di legge che andrà in audizione al Senato – riassume Paola Castaldi, vicepresidente dell’Associazione tartufai di San Miniato –. L’imposta di 100 euro che garantisce un’esenzione fino a 7mila viene incontro alle nostre richieste, tenendo conto del fatto che questa non è un’attività esente da costi, soprattutto se si considerano le spese per il cane. L’intervento dell’assessore Remaschi, invece, ci è piaciuto meno: che senso ha varare una legge regionale che rischia di essere superata dalla normativa nazionale?». —
Giacomo Pelfer
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
