Toscana
Aperitivo “Senza fine” del Giro d’Italia il trofeo oggi in vetrina
FUCECCHIO. Un trofeo senza fine, come la passione per il Giro d’Italia, la seconda corsa a tappe su due ruote più seguita al mondo. Che il prossimo 12 maggio farà trappa a Fucecchio, con l’arrivo in via Fucecchiello.
Il trofeo, che si chiama “Senza Fine”, è da ieri ospitato con tutti gli onori (insieme ad alcune storiche maglie rosa originali) nei locali del Palazzo della Volta, nel borgo alto. Ci rimarrà fino a stasera, poi farà tappa (è proprio il caso di dirlo) in un’altra città. Senza Fine perché la sua forma a spirale perché ogni anno ne viene allungata la forma a spirale per inserire il nome del nuovo vincitore.
Un trofeo realizzato nel 1999 per il vincitore dell’edizione del 2000, vinta da Stefano Garzelli, a lungo compagno del Pirata Marco Pantani alla Mercatone Uno. Sul trofeo, pur venendo assegnato al vincitore dal 2000, sono incisi i nomi di tutti i vincitori: da Luigi Ganna – che vinse la prima edizione nel 1909 – a Chris Froome, vincitore in carica. Passando per “Ginettaccio” Bartali, il Campionissimo Coppi, Costante Girardengo, il Cannibale Eddy Merckx, Francesco Moser, Miguel Indurain, Alberto Contador e l’ultimo grande campione italiano, Lo Squalo dello Stretto Vincenzo Nibali. Un trofeo, insomma, che per un appassionato di ciclismo equivale ad una Bibbia sportiva. Ieri, a fare gli onori di casa c’era un altro alfiere del ciclismo italiano, il fucecchiese Andrea Tafi, ultimo italiano a vincere la Parigi – Roubaix, a 20 anni dal suo trionfo sulle pietre della foresta di Arenberg.
Tafi, insieme al sindaco Alessio Spinelli, si è speso in prima persona per portare il giro nella sua Fucecchio: «Nel 1999 – ha raccontato Tafi davanti a decine di persone – prima di disputare il campionato del mondo, Indro Montanelli mi telefonò e mi chiese di dimostrare in corsa di che pasta erano fatti i fucecchiesi. Ecco, il 12 maggio faremo vedere di che pasta siamo fatti». Accanto a Tafi c’era anche la lituana Edita Pucinskaite, l’unica donna a poter vantare nel proprio palmares Giro d’Italia, Tour de France e Campionato del mondo. Oltre a Spinelli e al presidente del consiglio regionale Eugenio Giani. —
Marco Sabia
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