Lutto
Testa Lorenzini, l’ira del sindaco: «Continua il sacco di Volterra»
Accuse di Buselli dopo la notizia che l’opera andrà a Firenze «Ha vinto l’arroganza di qualche meandro della burocrazia»
VOLTERRA. È grande la delusione a Volterra per la fine del sogno di ospitare la Testa Lorenzini, reperto etrusco ritrovato nella zona dell’acropoli, ma destinato a essere esposto al Museo archeologico Nazionale di Firenze. Secondo il sindaco Marco Buselli è un nuovo “sacco di Volterra”.
Dopo vari tentativi fatti da Palazzo dei Priori per ottenere un confronto col Ministero dei beni e le attività culturali, che ha comprato l’opera da privati, spendendo 355mila euro, è arrivata la notizia della decisione di esporla nella struttura museale fiorentina. «Il “sacco di Volterra”, seppur in modo strisciante, continua – dice Buselli –. È una decisione del tutto innaturale. Lo Stato, che ha esercitato il diritto di prelazione, avrebbe potuto e dovuto aprire un confronto con il territorio di provenienza dell’opera».
È questo il tasto che il sindaco preme dall’inizio di questa vicenda, ma evidentemente senza essere mai riuscito a influenzare chi stava scegliendo la destinazione della Testa Lorenzini: «Finché davvero i territori non verranno ascoltati, difficilmente verranno prese decisioni sagge. In questa vicenda ha vinto l’arroganza di qualche meandro della burocrazia e il ministero ha perso un’occasione per dare valore ai territori. Meraviglia che la comunità scientifica resti in silenzio. Ringrazio chi, come me, ha provato a rimediare a questa ingiustizia, purtroppo senza riuscirci».
Parole dure, quelle del sindaco Buselli, mitigate dal pensiero di Fabrizio Burchianti, direttore del museo etrusco Guarnacci di Volterra, in cui si sperava potesse essere esposta la Testa Lorenzini: «Dispiace, è chiaro. E c’è grande delusione, non si può negare. L’opera è volterrana. È stata trovata nell’acropoli e la nostra città sarebbe stata la destinazione naturale. Lo Stato l’ha acquistata e, da un certo punto di vista, è normale che se la tenga, esponendola in un museo statale. Ma noi speravamo che ci potesse essere una visione diversa dal consueto, valorizzando proprio questo legame stretto tra il reperto e Volterra».
Tra l’altro, il museo Guarnacci è oggetto di ristrutturazione con lavori di miglioramento e nuovi allestimenti. Un’operazione che incrementava le aspettative dei volterrani rispetto alla Testa Lorenzini. «Il nostro museo è tra i migliori in Europa sul fronte etrusco – dice ancora il direttore Burchianti –. Saremmo stati all’altezza della situazione, senza dubbio. Peccato sia arrivata questa decisione». —
A.Q.
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