Il Tirreno

Pontedera

il giallo di tignano 

Cavalli morti, dietro al mistero c’è un batterio legato agli ovini

A.Q.

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VOLTERRA. Il mistero dei cavalli morti a Volterra ruota attorno a un batterio, il clostridium, presente nel nono animale deceduto nei terreni della tenuta di Tignano, a Volterra, in cui svolge la propria attività l’Italian horse protection (Ihp). È una delle ipotesi più accreditate da istituto zooprofilattico e Asl, i cui rappresentanti si sono incontrati ieri a Pisa per fare il punto della situazione. Una riunione che può essere definita interlocutoria, ma che indirizza il caso dei nove cavalli morti tra inizio di gennaio (otto) e il 22 febbraio (l’ultimo).

Proprio nel nono animale nei laboratori dell’istituto zooprofilattico di Pisa è stato trovato il clostridium, insieme allo streptococco, su cui ora si indaga in maniera più approfondita. Il clostridium, in particolare, si trova anche in terreni in cui pascolano capre e pecore. Elemento che, se confermato, acquisirebbe un’importanza fondamentale.

L’Asl, intanto, dispone il «prelievo di ulteriori campioni ambientali e l’avvio anche di un’indagine epidemiologica». Il problema emerso durante la riunione riguarda le analisi sui primi otto cavalli morti effettuate all’istituto zooprofilattico di Bologna dove sono stati congelati organi e tessuti prelevati sugli animali deceduti. Questi saranno trasferiti a Pisa per ulteriori indagini.

«L’incontro rappresenta un segnale positivo, sia per la condivisione delle indagini già svolte, sia per la volontà di andare a fondo con ulteriori analisi – dice Sonny Richichi, presidente dell’Idp –. Purtroppo non conoscere da oltre due mesi la causa di morte dei cavalli continua a rappresentare un disagio per la gestione quotidiana del centro di recupero e dell’associazione. Ci aspettiamo ora che nuovi esiti facciano finalmente chiarezza su cosa ha causato la morte di otto cavalli tra il 31 dicembre e il 4 gennaio».

Dichiarazione anche questa interlocutoria, da parte del presidente Richichi da cui, però, si capisce che la pazienza dei volontari del centro di recupero sta per terminare, dopo settimane di analisi senza ancora una causa per le morti dei cavalli.

Altro aspetto centrale è l’intervento di Arpat. La probabile presenza del clostridium nei terreni della tenuta richiede un’indagine da parte dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale che, finora, ha atteso l’esito delle analisi dell’Asl, dicendo che non si trattava di un caso di sua competenza. Ora, però, anche dalla Regione dovrebbe arrivare un invito ufficiale per l’intervento che potrebbe svelare il mistero. —

A.Q.

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