Finanza
Testa Lorenzini, fine delle speranze Sarà esposta a Firenze
Il reperto etrusco andrà al Museo archeologico nazionale il sindaco di Volterra chiedeva di esporlo al Guarnacci
VOLTERRA. La Testa Lorenzini sarà esposta al Museo archeologico nazionale di Firenze. La notizia è stata confermata dalla Soprintendenza di Firenze e dal direttore dello stesso museo fiorentino. Vano, quindi, il tentativo del sindaco di Volterra, Marco Buselli, di cercare un dialogo col ministero dei Beni e le Attività culturali per far tornare al museo Guarnacci il prezioso reperto etrusco che lo Stato ha acquistato da privati per 355mila euro. Si chiude, quindi, una partita che i volterrani speravano di vincere, potendo accogliere di nuovo una preziosa testimonianza delle loro gloriose origini.
«La destinazione è il museo nazionale – dice Michele Bueno, funzionario della Soprintendenza di Firenze –. Attualmente la Testa Lorenzini si trova in una cassetta di sicurezza a Scandicci, ma presto dovrebbero essere definiti i tempi per il trasferimento. La proprietà è del ministero, a noi toccano la tutela del bene e il coinvolgimento per trasferimenti o eventuali interventi di restauro. Quando arriverà al Museo archeologico nazionale, la responsabilità sarà del Polo museale fiorentino di cui fa parte il Nazionale».
I tempi per vedere esposto il gioiello etrusco non dovrebbero essere lunghi. «Credo che per l’inizio dei flussi turistici ci sarà l’esposizione – aggiunge Bueno –. In questa fase si dovrà scegliere la collocazione all’interno degli spazi del Museo nazionale».
Il direttore del Museo, Mario Iozzo, conferma di aver appreso la notizia dell’arrivo della Testa Lorenzini. E su un eventuale accordo col Guarnacci per futuri prestiti dell’opera per esporla a Volterra spiega: «In questo momento non posso esprimermi su questo argomento, perché non ho ancora visto il decreto del direttore generale del ministero dei Beni e Attività culturali con cui si dispone la collocazione del reperto nella nostra struttura. A naso, però, presumo che non sarà possibile, visto che si tratta di un bene comprato dallo Stato, e quindi di sua proprietà, che deve stare in un museo statale». —
Andreas Quirici
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