Gioco
Rivoluzione in vista per la coop Agape che ora guarda al mercato dei privati
La presidente Gessica Massei pronta a ricandidarsi: «Non c’è alcuna “tempesta”, la situazione è stabile»
CALCINAIA. Non una tempesta, ma una rivoluzione sì. Quella che si appresta a vivere la cooperativa Agape. Qualcosa sta per cambiare. Lo conferma la presidente uscente, Gessica Massei. E lo testimoniano le dimissioni in blocco del consiglio d’amministrazione, con poco più di un anno di anticipo rispetto al termine naturale del mandato. «Le nostre dimissioni non sono un segno di resa o di rinuncia, bensì costituiscono l’occasione, attraverso il passaggio assembleare, di definire le scelte future della cooperativa e ricevere dall’assemblea (laddove condivise) un nuovo mandato pieno per il prossimo triennio, confermando la nostra disponibilità e il nostro impegno a proseguire su un percorso di rinnovamento e rilancio della società», spiega Massei.
Dopo l’agitazione da parte dei lavoratori della cooperativa – in special modo di quelli impiegati nell’ambito dell’assistenza sociale –, che si lamentano per l’organizzazione e i carichi di lavoro, Agape torna di nuovo sotto i riflettori.
«La nostra scelta non significa sottrarsi alle nostre responsabilità, bensì costituisce un’ulteriore conferma del nostro impegno a tutela e a difesa del futuro di Agape e dei suoi lavoratori – prosegue la presidente – in questi mesi oggetto di un tentativo di destabilizzazione volta a creare artatamente nuovi equilibri di governance».
Ora, quindi, si svolgeranno una serie di pre-assemblee, per decidere e illustrare ai soci, circa 700, le linee guida dei candidati per il rinnovo del consiglio di amministrazione.
«Il consiglio uscente si ripresenterà alle elezioni quasi in blocco – fa sapere Massei – vedremo se avremo la fiducia dei soci».
La nomina del nuovo organo amministrativo è prevista per il 23 marzo, quando i soci di Agape si riuniranno all’Eurhotel, a Cascina. «Proporremo un programma nuovo – prosegue Gessica Massei – con tanti spunti innovativi e molte idee volte allo sviluppo e al consolidamento della nostra realtà».
Il bilancio del 2017 – stando a quanto riferisce Massei – vede Agape in attivo di poco più di 250mila euro. Quello del 2018, invece, non è ancora disponibile. «Non c’è alcuna tempesta all’interno della cooperativa – dice ancora la presidente – ma soltanto un cambio all’orizzonte. Tutto questo, nella più totale stabilità». Ma cosa cambierà nel modo di operare di Agape?
«Il nostro programma lo illustreremo ai soci durante le pre-assemblee, ma posso dire che c’è la volontà di potenziare la nostra offerta ai privati. Finora abbiamo lavorato prevalentemente in campo pubblico, partecipando ai bandi per vari servizi, vincendo numerose gare. In futuro vorremmo rafforzare l’erogazione di servizi anche nei confronti di soggetti privati. Sarà un passo importante». Agape, dunque, è pronta a cambiare volto. E non sono dal punto di vista fisico, dato che non sono da escludere addii e nuovi ingressi nel consiglio d’amministrazione, ma anche nelle strategie d’azione.
«In questa fase non ci sembra giusto parlare di cosa vorremmo fare o di cosa abbiamo in mente. I primi a conoscere le nostre intenzioni devono essere i nostri soci», taglia corto Massei.
Meno di venti giorni, dunque, per la squadra di Gessica Massei – presidente di Agape dal giugno 2017 – che si ricandiderà alla carica numero uno della cooperativa con sede a Fornacette, per illustrare ai soci i programmi in vista dei prossimi anni e le politiche interne da seguire.
Uno “scossone” – quello ai vertici della cooperativa – che arriva nel venticinquesimo anno di attività di Agape. «Nell’anno del nostro compleanno – dice Massei – c’è bisogno di qualcosa di nuovo. A cominciare dai programmi, che contiamo di riformare in più punti. In quest’ottica, l’apertura allo sviluppo massiccio del mercato privato, è la dimostrazione che Agape non ha alcun tipo di problema, ma che anzi sta lavorando per presentarsi sul mercato ancora più forte e competitiva». Massei conclude spiegando che «le dimissioni sono state motivate a dovere ai nostri soci, che sono perfettamente al corrente della situazione. Non c’è da preoccuparsi, ci stiamo solamente riorganizzando. Allarmarsi è inutile». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
