Il Tirreno

Pontedera

DECORO URBANO 

I ragazzi de “La Badia” impegnati nei lavori per migliorare la città

T.S.

Il progetto è in fase sperimentale ed è coordinato da Arnéra Le squadre di operai intervengono su buche e arredi pubblici

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Qualcuno li ha scambiati per operai del Comune. In realtà, sono i ragazzi della comunità La Badia, a Pardossi.

Da mesi si prendono cura della città, svolgendo piccoli lavori: potature, sistemazioni di arredi pubblici e altri interventi. Documentando tutto sui social, in particolare sulla pagina Facebook “La comunità per la città”. Che è anche il nome del progetto - ideato inizialmenteper la zona industriale, ma allargatosi in fretta al resto della città - gestito dalla cooperativa Arnéra, sotto la supervisione del Comune di Pontedera, finalizzato a formare e inserire nel mondo del lavoro quelle persone che sono al termine del percorso di recupero dalle dipendenze e che sono ospitate a La Badia.

Giovani, e non solo, ai quali viene dunque concessa un’opportunità per il futuro attraverso un “riallineamento” – come si dice in gergo tecnico – con la comunità locale nello svolgimento di mansioni di pubblica utilità e socialmente rilevanti.

Il progetto prevede che Arnéra organizzi le risorse disponibili in una o più squadre operative affiancate da un capo squadra esperto per svolgere attività come il taglio dell’erba o la raccolta di foglie e rifiuti.

Ma i ragazzi de La Badia si occupano anche di decoro urbano: riparano piccole buche e fessure su marciapiedi e manto stradale, sistemano e puliscono la segnaletica verticale e ristrutturano arredi di parchi pubblici.

Arnéra dovrà garantire, inoltre, la rotazione (in ingresso e in uscita) del personale impegnato nelle squadre operative in modo da coinvolgere il maggior numero di soggetti possibili che si trovino al termine del percorso di recupero.

Il progetto non comporta alcun costo per l’amministrazione comunale, a cui è solamente richiesta la partecipazione alla fase del monitoraggio.

I ragazzi de La Badia vengono retribuiti attraverso contributi di privati. Il progetto, in fase sperimentale, sta dando buoni frutti e il Comune è intenzionato a ripeterlo in futuro. Da una parte, quindi, c’è il reinserimento nella società e nel tessuto lavorativo di ragazzi con un passato difficile, dall’altra, invece, la risoluzione di problemi più o meno grandi nel centro e nelle frazioni.

Una serie di piccoli interventi che, in molti casi, sono stati apprezzati dai cittadini e hanno risolto criticità esistenti da anni. E “La comunità per la città” non si ferma. Nei prossimi giorni i “gilet arancioni” saranno ancora impegnati lungo le strade e nelle piazze. —

T.S.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore