Il Tirreno

Pontedera

La Lega pronta al dietrofront: ora è lei a non voler più Brini candidato sindaco

Sabrina Chiellini
La Lega pronta al dietrofront: ora è lei a non voler più Brini candidato sindaco

L’avvocato pontederese confessa: «Questa vicenda comincia a scocciarmi. Il Carroccio ci sta ripensando»

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PONTEDERA. Il banco è saltato. La frase sulla famiglia “normale e senza gay” pronunciata dal candidato sindaco del centrodestra, l’avvocato Giuseppe Brini, hanno riaperto i giochi sul leader della coalizione di cui fanno parte Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. E per banco in questo caso si intende il già complicato gioco di equilibri che ci sono tra le varie anime contrapposte al centrosinistra e ai Cinque Stelle.

«Tutto questo clamore mi ha sorpreso – dice Brini prima di conoscere le decisioni prese al tavolo della coalizione ieri sera –. La vicenda comincia anche un po’a scocciarmi. Vado avanti perché tanti mi chiedono di restare. Ho avuto l’occasione di conoscere molte persone, ma forse ora la Lega, che finora sembrava convinta della mia candidatura a sindaco, ci sta ripensando. È una vicenda davvero strana. Per Fratelli d’Italia non ci sono problemi a sostenermi, la coordinatrice provinciale di Forza Italia, Raffaella Bonsangue, con la quale ho parlato, mi ha confermato la sua fiducia. Per cui è una storia che riguarda la Lega». Quest’ultimo è il partito di riferimento dell’avvocato Brini, anche se ufficialmente non risulta tesserato, quindi non figura nell’elenco degli iscritti al Carroccio. Forza Italia, comunque, almeno a livello regionale, aveva preso le distanze dalle parole di Brini.

«So che devono incontrarsi con i partiti della coalizione e decidere anche eventuali altre candidature per altri Comuni, in questo contesto capiranno cosa fare per Pontedera», spiega ancora l’avvocato senza nascondere un certo disappunto. Di sicuro l’altra sera, durante una riunione tra i vertici provinciali del partito di Matteo Salvini, l’avvocato Brini è stato sfiduciato prima ancora che la campagna elettorale entri nel vivo. C’è il no del commissario di Pontedera, Daniele Baroni, di quello provinciale, Gabriele Gabbriellini, e del deputato Edoardo Ziello, incaricato di seguire la campagna elettorale a Pontedera. Al di là della tempesta suscitata dalle esternazioni di Brini, la sua candidatura non era condivisa dalla base della Lega e ora più che mai c’è chi sostiene che con le dichiarazioni che ha fatto non possa essere compatibile con l’anima leghista. Voci di corridoio non vedrebbero nemmeno di buon occhio una certa vicinanza tra Brini e Matteo Arcenni di Fratelli d’Italia. C’è anche chi sostiene che tra i due ci sia già stato un mezzo accordo su come procedere nelle nomine in caso di vittoria del centrodestra.

Intanto, come possibili alternative a Brini si fanno i nomi di alcune donne, come Francesca Morelli (Forza Italia), Francesca Calamita o Rebecca Stefanelli, della Lega. Qualcuno, come controrisposta all’attacco ai gay, ha chiesto anche a Renato Guerrucci una disponibilità a mettersi in gioco per il posto da sindaco. –

Sabrina Chiellini

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