Il Tirreno

Pontedera

il giallo dei cavalli morti 

L’Arpat non analizza i terreni «È intossicazione alimentare»

A.Q.
L’Arpat non analizza i terreni «È intossicazione alimentare»

L’Agenzia per l’ambiente: «Secondo le analisi dell’Asl non siamo competenti» Ma dal centro di recupero contestano: «Non ci risulta che la causa sia questa»

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VOLTERRA. L’Italian horse protection (Ihp) chiama, ma l’Arpat non risponde. O meglio, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, dice che «gli accertamenti sulle cause della morte degli animali è prevalentemente di competenza del servizio veterinario dell’Asl, che sembra orientato, da quanto si legge sui quotidiani, ad individuarla in una intossicazione di tipo alimentare».

La vicenda è quella dei nove cavalli morti in circostanze misteriose a Tignano, nel comune di Volterra, nel centro di recupero per cavalli vittime di maltrattamenti o abbandoni e che sono stati sequestrati dalla magistratura. La riposta ad Arpat da parte di Sonny Richichi, presidente della onlus che gestisce il centro di recupero non tarda ad arrivare: «Questa nota dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ci suona strana, perché Arpat è stata chiamata in causa dall’Asl immediatamente dopo i primi casi di morti sospette nella nostra tenuta. Ma è la dimostrazione di quanto sia scarsa la comunicazione tra gli enti coinvolti in questa vicenda. Infatti, non ci risulta che l’Asl sia orientata verso una intossicazione di tipo alimentare per spiegare la morte dei nostri cavalli, come invece dicono dall’Agenzia».

Richichi sta attendendo risposte da parte del servizio veterinario dell’Asl sui riscontri di laboratorio a cui stanno lavorando i tecnici dell’Istituto zooprofilattico di Bologna e Pisa. Così come è in attesa di avere il quadro complessivo su una vicenda che resta inspiegabile.

Una speranza di comprendere meglio i contorni della strage equina era stata riposta proprio nei rilievi di cui si dovrebbe occupare Arpat: eventuali inquinanti presenti nei terreni dei 240 ettari di cui è composto il centro di recupero. Ma ora Arpat dice che non ha intenzione d’intervenire, perché non si tratta di indagini di sua competenza. Nella nota dell’Agenzia con sede a Firenze, però, si legge una possibile apertura: «Qualora gli accertamenti in corso da parte del servizio veterinario dovessero indicare, invece, come causa dei decessi la presenza di specifici inquinanti ambientali e i carabinieri forestali, che stanno effettuando le opportune indagini, fossero in grado di individuare l’area interessata, l’Agenzia sarà disponibile ad effettuare gli accertamenti di propria competenza».

Ci sarà, quindi, ancora da attendere a lungo prima di venire a capo di un rebus su cui pende tuttora l’ombra di un atto doloso che ha ucciso nove cavalli e che, indirettamente, ha provocato la morte di un decimo animale, rimasto vittima di una litigio con un altro cavallo nelle ristrettezze del capannone in cui ora gli esemplari ospitati nel Volterrano sono costretti a trascorrere la notte. Un accorgimento preso dai gestori dopo le morti inspiegabili verificatesi all’inizio di gennaio. —

A.Q.

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