Il Tirreno

Pontedera

IL DRAMMA 

Il guerriero si è spento, la città piange il “Pata”

Tommaso Silvi
Iacopo Lazzeri
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Iacopo Lazzeri

Iacopo Lazzeri è morto all’ospedale di Careggi. Aveva 28 anni, un incidente lo aveva costretto sulla sedia a rotelle 

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PONTEDERA. Sorridente. Sempre. Nonostante tutto. Nonostante la vita gli avesse mostrato velocemente il suo lato peggiore. Fatto di sofferenza, di denti stretti, di ospedali e ricoveri. Ma anche di affetto, quello dei tanti amici che non lo hanno mai lasciato solo, sperando, come lui, che un giorno quell’incubo sarebbe finalmente finito. Iacopo Lazzeri, però, non ce l’ha fatta. “Il Pata” - come era conosciuto a Pontedera - si è spento ieri all’ospedale di Careggi, dove era ricoverato da mesi a causa di alcuni problemi di salute. Un ragazzo di 28 anni con la battuta pronta e con una forza d’animo straordinaria, che gli permetteva di ridere e scherzare in ogni momento della giornata. Al di là del drammatico incidente del 16 marzo 2016 nella Repubblica Dominicana, dove lavorava nel settore della ristorazione, che lo aveva costretto sulla sedia a rotelle. Un calvario, quello di Iacopo, reso meno doloroso dalla vicinanza delle tante persone che non hanno mai smesso di sostenerlo.

Iacopo lascia il fratello, la madre e un mare di giovani, e non solo, che speravano di poter tornare a vederlo nel centro storico, coi suoi tatuaggi, i suoi scherzi, la sua risata e quella voglia di vivere che cresceva sempre di più a ogni ostacolo infame che il destino gli metteva di fronte. Tra le grandi passioni di Iacopo c’era il Pontedera calcio, la squadra della sua città, che quando poteva seguiva sempre con passione. Un legame stretto quello con il colore granata: così stretto che la tifoseria gli aveva anche dedicato degli striscioni, esposti in gradinata, nei mesi in cui era ricoverato in ospedale, per dimostrargli che a lottare con lui c’era una città intera.

La stessa che ieri è piombata in un silenzio carico di tristezza, incredulità e sconforto, soprattutto nella zona di Fuori del Ponte, dove Iacopo abitava. Tra i suoi amici più stretti c’era il pugile pontederese Rafaelo Sheshi, che dopo la vittoria nell’incontro con il serbo Milan Zivkovic, il 15 dicembre scorso, si era fatto fotografare con una maglietta dedicata proprio a lui: “Forza Iacopo”, c’era scritto sul petto di Sheshi. Un grido che per mesi ha unito Pontedera. Un coro spezzato ieri dalla tragica notizia della sua scomparsa. Del “Pata” resta il grande insegnamento che ha lasciato: non perdere mai il sorriso, neppure quando tutto sembra andarti contro, neppure quando avresti mille motivi per chiuderti nella tristezza. Il funerale è fissato per mercoledì 6 marzo alle 15, a Pontedera, nella chiesa di San Giuseppe. L’ultimo saluto a Iacopo. Guerriero volato via troppo presto. 
 

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