Il Tirreno

Pontedera

Fi-Pi-Li, strada beffa con le nuove regole per i camion: le soste sono impossibili

Giacomo Pelfer
Fi-Pi-Li, strada beffa con le nuove regole per i camion: le soste sono impossibili

Assotir: «Giusto che l’autista debba riposare dopo 4 ore e mezza di guida, ma ci vengano date le infrastrutture»

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PONTEDERA. In base alla nuova normativa europea, ogni 4 ore e mezza di guida l’autotrasportatore è obbligato a fermarsi e a riposare per almeno 45 minuti. Un obbligo che può rivelarsi complicato in alcune strade e autostrade italiane, ma che diventa una beffa e una condanna se si sta percorrendo la Fi-Pi-Li, dove non esistono aree di sosta né stazioni di servizio realmente attrezzate per i mezzi pesanti. E così fioccano le sanzioni - salate - a carico di un settore già strangolato dai tanti divieti e dalla concorrenza sleale dei tir in arrivo dall’Est Europa. «È giustissimo che l’autista si riposi, anzi, 4 ore e mezza forse sono anche troppe, ma almeno dateci le infrastrutture per poter rispettare le regole». A dirlo è Giancarlo Verdolini, titolare della Verdolini 2000 Srl di Santa Croce sull’Arno, una delle otto aziende del comprensorio del Cuoio che da ieri hanno dato vita alla delegazione di Assotir (l’associazione delle imprese di trasporto) per le province di Pisa, Lucca e Massa. Delegazione che ha fissato la propria sede operativa negli uffici del gruppo Valiani, storica realtà industriale specializzata in riparazioni e assistenza per autocarri e mezzi industriali, con l’obiettivo di dare voce e rappresentanza alle aziende di autotrasporto della Toscana nord occidentale. «Vogliamo ridare dignità al settore, accendendo l’attenzione su problemi spesso ignorati dalle istituzioni e dall’opinione pubblica», ha detto il segretario nazionale di Assotir Claudio Donati.

L’occasione sarà offerta da una prima iniziativa, in programma il 6 aprile a Santa Croce (sempre nella sede di Valiani), con un convegno su viabilità e infrastrutture al quale parteciperà anche l’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli. In quell’occasione gli autotrasportatori punteranno l’attenzione anche sulla Fi-Pi-Li, dove ai problemi di sempre si aggiunge adesso la mancanza di aree attrezzate per gli operatori del trasporto su gomma, resa evidente dalle nuove normative e dalle sanzioni sempre più frequenti elevate dalla polizia stradale. «L’Italia si è adeguata ai parametri europei – dice Verdolini – ma la FiPi-Li non è certo un’autostrada francese: quando scadono le 4 ore e mezza dove ti fermi?». A questo si aggiungono poi i tanti divieti di una viabilità resa impossibile da un’urbanistica contingente e disordinata. «Dove prima c’erano solo le strade i Comuni hanno costruito le case – aggiunge un ex autotrasportatore, Marco Galli – tanto che alla fine, per gli amministratori, è più facile mettere un divieto piuttosto che affrontare seriamente il problema».

L’esempio più evidente, sul territorio, si nota anche nella mancanza di un reale collegamento tra la Lucchesia e l’entroterra pisano. «Stando alle regole – ricorda Giovanni Capecchi, presidente della neonata delegazione di Assotir – per andare da Santa Croce ad Altopascio dovremmo prendere la Fi-PiLi e passare da Pisa. Non lo fa nessuno: tutti usiamo la Romana Lucchese sperando di non beccare i vigili di Fucecchio, ma quella non è certo una strada adatta per i nostri tir».

Sono questi, del resto, alcuni dei temi su cui Assotir è determinata a lavorare in Toscana, allargando una realtà che da ieri ha messo radici in provincia di Pisa. «La nostra azienda – spiega Alessandro Valiani – non accoglierà solo gli uffici di Assotir, ma metterà a disposizione anche le proprie risorse umane per offrire assistenza, consulenza e formazione alle imprese del settore». Per farlo è stata costituita una squadra di lavoro: oltre al presidente Capecchi, titolare della Transpecial Service di Fucecchio, ci saranno Antonio Bertonici nel ruolo di direttore, Manola Guazzini per la consulenza legale e la formazione, Daniele Milazzo per i rapporti con le case costruttrici, Aristotele Valiani per la comunicazione e Salvatore Di Leo per i rapporti con i trasportatori.

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