Gioco
Ricorso al Tar contro le regole sui candidati alle nuove consulte
santa maria a monte. Un ricorso «doveroso», nato per «ristabilire un diritto». Questa la filosofia con la quale la lista “Santa Maria a Monte di Tutti” porterà avanti un ricorso al Tar contro il Comune e le regole per le candidature alle elezioni delle consulte. La data delle elezioni c'è già, il 10 marzo; i candidati anche, sono ben 74. Ma non a tutti è stato permesso di candidarsi. Al centro del contendere alcune delle condizioni di incandidabilità contenute nel regolamento delle consulte, fra cui il non essere stati candidati negli ultimi 5 anni al consiglio comunale ed il non far parte di organismi di partiti o associazioni politiche. Nello specifico, ad essersi candidati e a non essere stati accettati dalla commissione elettorale sono stati Claudio Remorini e Fabio Antichi, entrambi già candidati alle elezioni amministrative del 2018 senza successo ed impegnati in associazioni e partiti.
«Com'è ovvio, il ricorso al Tar è nominale, quindi ringrazio innanzitutto Fabio e Claudio per essersi messi a disposizione – dice il consigliere della lista Sergio Coppola –. Non è accettabile che una persona che ricopre incarichi volontariamente all'interno di organizzazioni politiche o partiti non sia candidabile ad un'elezione per la composizione di una consulta di quartiere o di frazione. Lo stesso vale per i candidati alle amministrative. Alle elezioni dello scorso anno si sono presentati in 78 e sono entrati in 17, perché mai quei 61 che hanno dimostrato interesse per il bene comune non possono misurarsi con altri candidati per far parte di un organo del quale, lo ricordo, si fa parte a titolo gratuito? Si finisce per respingere proprio la parte della cittadinanza interessata alle istituzioni». Fra gli argomenti dei legali della lista, la contraddizione interna al regolamento delle consulte che finirebbe per non favorire la partecipazione e la non compatibilità con l'articolo 49 della Costituzione sulla libera partecipazione alla politica. «Avremmo voluto evitare il ricorso – continua Copola –. Tant'è che a febbraio avevamo chiesto formalmente al sindaco di iniziare una discussione per la modifica del regolamento, in autotutela. La sindaca purtroppo ha preferito ignorarci». —
Nilo Di Modica
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