Sicurezza
Picchiano il cane e devastano la villetta di un noto ristoratore
Vicopisano: la banda ha fatto irruzione nella residenza nei boschi di Massimo Catarsi, titolare dell’osteria Vecchia Noce
VICOPISANO. Sapevano di avere tempo e di non essere sentiti. L’unico disturbo era quel cane fedele al proprietario della casa, un pastore tedesco di grossa taglia che ha tentato di difendere l’abitazione dall’assalto dei banditi. Lo hanno messo ko prima picchiandolo e poi chiudendolo nel bagno. La banda che sabato pomeriggio ha fatto irruzione nella residenza mimetizzata nei boschi di Massimo Catarsi, noto ristoratore, titolare dell’osteria Vecchia Noce, se ne è andata con il sacco vuoto. In compenso i ladri hanno lasciato migliaia di euro di danni sul conto del proprietario.
Catarsi è uscito di casa nel pomeriggio e quando, verso mezzanotte, è tornato nel suo rifugio isolato si è accorto del raid. E del cane picchiato e messo in condizione di non nuocere. «Ora sta meglio, ma è ancora molto mogio» racconta il ristoratore. La gang si è addentrata nei boschi raggiungendo l’abitazione. Qui, dopo aver segato le inferriate di una finestra, sono entrati spaccando i vetri. La zona isolata ha neutralizzato il fragore dell’intrusione violenta.
Quando hanno messo piede nelle stanze si sono scatenati. Avevano un flessibile usato per aprire la cassaforte. Bottino zero. E allora si sono concentrati su armadi, mobili, ceramiche. Tutto spaccato, quasi a voler sfogare la rabbia dell’assenza di refurtiva su quello che trovavano a portata di mano. «Non tengo soldi o gioielli in casa – spiega Catarsi –. Ormai sono anni che non c’è niente da rubare. È tutto in banca. Vivo in un posto isolato, per arrivare da me ci vuole mezz’ora, e non ci sono beni di valore da portare via».
Un’accortezza, quella dell’imprenditore della ristorazione, che i ladri forse non conoscevano. Sono saliti fin lassù convinti di mettere le mani su quello che pensavano di trovare nel forziere. Nel momento in cui il piccolo armadietto blindato si è aperto la delusione per il contenuto si è riversata su arredi e suppellettili. «Non c’era nulla – riprende il ristoratore –. Per il lavoro che faccio a casa non ci sono mai. In compenso mi hanno fatto un sacco di danni.
La casa è stata davvero rovesciata. Armadi, mobili, vasi schiantati sul pavimento, una porta rimossa. Un vero e proprio accanimento. Non so se hanno trovato la cassaforte per caso o se sapevano dov’era. Mentre la stavano scardinando con il flessibile si è aperta. Era vuota».
Catarsi ha chiamato i carabinieri che sono arrivati per una prima ricognizione. Un inventario rapido del ristoratore ha escluso la sparizione di beni preziosi o soldi. Di sicuro serviranno migliaia di euro per riparare inferriate, finestre e gli arredi su cui hanno scaricato la rabbia per il mancato bottino.
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