Il Tirreno

Pontedera

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Caso Pesenti: «Sproporzionato l’intervento dei carabinieri»

Caso Pesenti: «Sproporzionato l’intervento dei carabinieri»

Lo scrivono in una lettera alcuni docenti e personale Ata della scuola esprimendo solidarietà nei confronti di prof e studenti coinvolti

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cascina. Una lunga lettera corredata dalle firme di alcuni insegnanti e personale non docente dell’istituto Pesenti di Cascina per fare chiarezza su quello che è accaduto durante l’occupazione della scuola a fine gennaio.

«In merito alla vicenda della protesta studentesca all’istituto Pesenti dei giorni 29-31 gennaio 2019 - scrivono i firmatari - e dei successivi sviluppi, in particolare alcuni articoli apparsi sulla stampa locale e da ultimo un’interrogazione parlamentare da parte dell’onorevole Donatella Legnaioli, avanziamo alcune considerazione. Intanto la gestione della situazione della mattina del 29 gennaio ci è sembrata eccessivamente contrappositiva rispetto agli studenti: l’intervento delle forze dell’ordine è stato a nostro avviso sproporzionato a fronte di una protesta che si è mantenuta sempre nei limiti di un’assemblea assolutamente pacifica. Riteniamo che il dialogo sia sempre preferibile all’intimidazione e alla minaccia di provvedimenti, soprattutto in una situazione che secondo noi avrebbe dovuto essere gestita in modo dialogante». In merito all’accaduto i firmatari sottolineano come «alcuni articoli della stampa locale riportano i fatti in modo piuttosto confuso, a tratti allusivo e forzato in molti passaggi; ciò non aiuta a fare chiarezza e può ingenerare la falsa impressione di un inesistente atteggiamento antagonistico da parte di alcuni di noi».

I prof e il personale Ata sottolineano «la nostra volontà di confrontarci serenamente e costruttivamente con gli studenti e di ascoltare seriamente le loro ragioni: l’educazione alla cittadinanza, prerogativa della professione docente, deve essere sostanziata anche con il riconoscimento del diritto al dissenso. Ma soprattutto, esprimiamo piena solidarietà a tutti i docenti e gli studenti che quella mattina si sono trovati a dover fronteggiare una situazione che all’improvviso è diventata loro malgrado caotica e insicura, e in particolare a chi ha semplicemente cercato, nell’ambito della sua funzione docente, di riportare la calma e la sicurezza all’interno delle mura scolastiche». —



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