Il Tirreno

Pontedera

santa maria a monte 

Trovata morta in strada chiesto il processo per un camionista

Matteo Leoni

2 MINUTI DI LETTURA





SANTA MARIA A MONTE. La pm di Firenze Alessandra Falcone ha chiesto il rinvio a giudizio per Milko Morelli, il camionista 49enne, di Santa Maria a Monte, accusato di aver travolto e ucciso la diciannovenne Sara Scimmi (nella foto) e poi di essere scappato.

L'uomo comparirà il 28 maggio prossimo davanti al giudice per l'udienza preliminare, che dovrà decidere se mandarlo a processo. A incastrarlo sarebbero le immagini girate dalle telecamere di una stazione di servizio a circa 500 metri dal luogo dell'investimento, avvenuto il 9 settembre 2017 sulla strada regionale 429 in via Ciurini, a Petrazzi. Per l'accusa Morelli si trovò davanti Sara ma non fece in tempo a evitarla. Viaggiava a una velocità di 74 km/h dove il limite era 70, nonostante fosse notte e nonostante la scarsa illuminazione di quel tratto di strada. Vide Sara quando ormai era a trenta metri da lei. Cercò di frenare, per circa 4 secondi, poi la travolse uccidendola sul colpo e proseguì la corsa.

Adesso finirà davanti al gup con le accuse di omicidio stradale colposo e fuga a seguito di omicidio stradale. L'uomo ha sempre negato ogni addebito, ma la sua versione sarebbe stata smentita dal materiale biologico trovato su una delle ruote del suo camion. L'orario dell'investimento è fissato dagli investigatori alle 3,24. Pochi minuti prima, circa 7, Sara si era allontanata dal parcheggio della discoteca Kaleido, dove aveva passato la serata. Per chiarire che cosa le fosse accaduto, anche in ragione dei forti sospetti avanzati dai familiari, la procura aveva aperto un fascicolo per omicidio volontario, del quale tuttavia è stata chiesta l'archiviazione. Per la pm Falcone non fu omicidio volontario. Nessuno fece del male a Sara tra la discoteca e il luogo dell'investimento. La 19enne camminò da sola lungo la strada, diretta verso casa, poi si accasciò a terra sulla carreggiata, e venne investita da un tir che correva troppo. Perché Sara si accasciò a terra non si è riusciti a stabilirlo con certezza, come ammesso dalla stessa pm nella richiesta di archiviazione. Le telecamere della stazione di servizio hanno ripreso il passaggio del tir, ma non il luogo dell'investimento. Questo non significa, sostiene la procura, che Sara sia stata portata fin lì in auto da qualcuno, né che sia stata aggredita e poi lasciata esanime sull'asfalto. La sua presenza in strada sarebbe stata confermata anche da alcuni testimoni. Secondo il referto autoptico, le ferite sul corpo della giovane sono state inferte tutte simultaneamente, e sono compatibili con lo schiacciamento da parte dello pneumatico del tir. —

Matteo Leoni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini