Attenzione
Auto senza conducente, cinque Comuni candidano la Valdera per i test
Protocollo d’intesa tra Peccioli Ponsacco, Terricciola, Chianni e Lajatico per realizzare studi su progetti di sviluppo «Operazione aperta a tutti»
PECCIOLI. Cinque Comuni per un protocollo d’intesa aperto anche ad altre amministrazioni con cui guardare al futuro della Valdera e pianificare interventi in fatto di viabilità, mobilità, istruzione, turismo e sanità. Con un primo obiettivo: far diventare quest’area una terra di sperimentazione per la guida automatizzata.
Il sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni, fa un paio di esempio: «Pensiamo ai sensori che servono alle auto o ai piccoli bus per il trasporto leggero senza conducenti. Vediamo se la Scuola superiore Sant’Anna ci può dare una mano». Intanto, però, il Parco dell’Alta Valdera sta per accordarsi con la Cna per offrire autisti privati (gli Ncc) a prezzi calmierati e a chiamata per superare gli ostacoli in fatto di mobilità tra i paesi della zona e le rispettive frazioni con i centri più grandi come Pontedera. Un modo per risolvere una delle criticità più evidenti della zona. «Vogliamo creare un’applicazione per la chiamata degli Ncc da parte dei cittadini», aggiunge Macelloni.
Ma questo è un rimedio a breve termine. Nel lungo periodo serve una visione più ampia. Ecco perché col protocollo d’intesa, firmato dal padrone di casa e dai suoi colleghi Maria Antonietta Fais (Terricciola), Giacomo Tarrini (Chianni) e Alessio Barbafieri (Lajatico), oltre a Francesca Brogi (Ponsacco), si attiverà uno studio da parte di società esperte nell’immaginare scenari di sviluppo futuri. Uno dei possibili partner di questa operazione è Nomisma, società di consulenza di Bologna specializzata nel cosiddetto “social monitoring”.
«Per adesso di tratta di un progetto – riprende Macelloni –. Ma quello che vogliamo è realizzare uno studio che offra idee concrete per i prossimi quindici, venti anni per la crescita della Valdera. E non è un patto ristretto. La presenza di Ponsacco dimostra che gli steccati non esistono. Qualunque Comune può subentrare nell’operazione anche in seguito. L’importante è cominciare a parlare di futuro».
La divisione tra Parco Alta Valdera e Unione Valdera non c’entra. «Un conto è l’organizzazione istituzionale che ogni amministrazione vuole darsi – sottolinea Brogi –, un altro è la visione del futuro. E questo protocollo d’intesa è proprio la partenza di un nuovo ciclo per questo territorio da lasciare in eredità alle prossime amministrazioni». —
A.Q.
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