Il Tirreno

Pontedera

Indagini e analisi 

Attesa per l’autopsia sul nono esemplare che ha perso la vita

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VOLTERRA. È atteso per oggi il responso dell’autopsia sul nono cavallo morto al centro di recupero di Tignano, gestito dall’Italian horse protection (Ihp). Dall’istituto zooprofilattico di Pisa dovrebbero arrivare notizie iniziali su possibili cause di un decesso avvenuto a settimane di distanza dagli otto dei primi giorni di gennaio. Una prima analisi ha descritto la trachea dell’animale infiammata in maniera abnorme, come se avesse ingerito una sostanza caustica.

L’attesa è anche per avere riscontri dall’istituto zooprofilattico di Bologna, dai laboratori dell’Università emiliana e da un centro specializzato dell’Inghilterra che si stanno occupando delle varie analisi sui campioni prelevati dai primi otto cavalli morti senza ancora un perché.

Ma un aspetto in cui dalla onlus ripongono particolare speranza per arrivare alla verità riguarda anche il controllo del terreno che dovrebbe essere realizzato dall’Agenzia regionale per l’ambiente della Toscana (Arpat) a cui il presidente dell’associazione ha intenzione di appellarsi per accelerare la situazione. «Vogliamo capire cosa è successo – dice Sonny Richichi – per salvaguardare la vita dei cavalli sopravvissuti. Ma per fare questo crediamo che Arpat dovrà avere un ruolo molto importante. Prima di trasferirci da Montaione a Volterra, abbiamo fatto analizzare la vegetazione e i corsi d’acqua presenti nella nuova proprietà. I risultati ci avevano rassicurati. Ma ora, con tutto quello che è successo, ci viene il dubbio che ci possano essere inquinanti nel terreno. Ed è questo che Arpat dovrà dirci».

Ma l’intervento dell’Agenzia ancora non c’è stato. —

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