Il Tirreno

Pontedera

pacini (confindustria) 

«Industria 4.0, Toscana con tanti buoni settori ma col gap da colmare»

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FAUGLIA. «In Toscana c’è ancora molto da fare per sviluppare l’Industria 4.0». È uno dei massaggi lanciati da Patrizia Pacini, presidente dell’Unione industriale pisana durante l’appuntamento alla Continental di Fauglia (nella foto) dove si è parlato proprio della cosiddetta “quarta rivoluzione industriale” nel roadshow del Digital innovation hub di Confindustria Toscana. Un appuntamento con le aziende manifatturiere e le aziende tecnologiche pisane, a cui hanno preso parte Paolo Dario, dell’istituto di biorobotica della Scuola Sant’Anna di Pisa e Massimo Bergamasco, direttore dell’istituto di tecnologie dello stesso ateneo pisano. Scopo dell’incontro, illustrare Artes, l’associazione tra aziende, università, enti di ricerca e istituzioni, per sviluppare ricerca e innovazione del nostro sistema economico favorendone la competitività.

Tra le testimonianze di Continental e delle aziende fornitrici di servizi tecnologici intervenute, il presidente del Digital innovation hub, Fabrizio Bernini, ha enfatizzato l’importanza della digitalizzazione per il prodotto. La giornata si è aperta con un intervento di Patrizia Pacini, la quale ha ricordato che la presenza delle tre università all’avanguardia, del Cnr, del centro di competenza Artes 4.0 garantisce alle aziende una sostegno fondamentale per poter affrontare le sfide tecnologiche del mercato.

«L’Unione industriale pisana – ha specificato Pacini –si pone come collettore e smistatore tra l’industria manifatturiera classica, posto che il territorio pisano è caratterizzata da ottime realtà imprenditoriali e innovative, come farmaceutico, metalmeccanico, chimica, conciario. E da chi offre i servizi tecnologici. Purtroppo recenti indagini collocano la Toscana in posizioni non di primo piano per l’adozione di nuove tecnologie mentre il territorio è ricco di eccellenze tra start up, imprese tecnologiche università e centri ricerca».

Il territorio per poter crescere ha bisogno di un terreno fertile, secondo la presidente che ha aggiunto: «Pensare ad un mondo digitale ma rimanere radicati vecchie infrastrutture non è possibile. Nodi fondamentali sono la rete ferroviaria e la rete autostradale dove per quest’ultima gli investimenti di rilievo rimangano fermi agli anni Settanta. Nel mondo moderno sono fondamentali gli spostamenti sia di persone, sia di cose, sia di dati. Si parla molto di smart city e logistica intelligente, perché quindi non progettare una linea ferroviaria ad alta velocità con conseguenze immediate sui posti di lavoro porterebbero ad uno sviluppo economico e anche attrarre investimenti». —

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