Il Tirreno

Pontedera

aperto un fascicolo in procura 

Cavalli morti, Richichi dai carabinieri

A.Q.
Cavalli morti, Richichi dai carabinieri

Il presidente della onlus che gestisce il centro ascoltato dai forestali. Anche Arpat chiamata a fare verifiche

2 MINUTI DI LETTURA





VOLTERRA. Domande su sospetti, eventuali minacce o episodi che farebbero immaginare uno scenario in cui qualcuno ha trovato il modo di avvelenare i nove cavalli del centro di recupero per equini gestito dall’Italian horse protection (Ihp) a Volterra. Il presidente dell’associazione, Sonny Richichi, è stato ascoltato dai carabinieri forestali di Pisa, delegati a seguire le indagini dopo l’apertura del fascicolo dalla procura, in seguito ai primi otto decessi registrati nella struttura al confine tra il Volterrano e il territorio di Casole d’Elsa.

Il caso è ancora avvolto nel mistero. I primi responsi dell’autopsia indirizzano le ricerche verso un atto doloso. Dai primi riscontri sembrerebbe che l’ultimo cavallo morto, il nono, avesse la trachea infiammata in maniera abnorme. Come se avesse respirato una sostanza caustica. Il problema è che l’ultimo decesso è avvenuto a distanza di oltre un mese dagli altri otto, quando gli animali superstiti erano già stati chiusi in un capannone per trascorrere la notte per venire poi lasciati liberi in una sorta di recinto controllato.

Di sicuro, i laboratori e gli esperti impegnati per dare un senso a quanto accaduto al centro di recupero sono numerosi. Da quelli dell’Asl, all’Istituto zooprofilattico di Pisa, a quello di Bologna, passando per l’Università della città emiliana e una struttura in Inghilterra. A coordinare le operazioni è il Ministero della sanità che ha incaricato il direttore sanitario dell’Istituto zooprofilattico di Pisa, Andrea Leto, di coordinare le operazioni. Proprio Leto, nei prossimi giorni, sarà a Pisa per fare il punto della situazione.

Nel frattempo, l’Agenzia regionale per l’ambiente della Toscana, (Arpat) dovrebbe essere entrata in azione per le analisi dei terreni del pascolo in cui erano abituati a correre i cavalli dell’Italian horse protection. Al momento, infatti, l’intervento dell’agenzia è stato sollecitato dai responsabili dell’associazione tramite la Regione. Ma non ci sono ancora stati interventi. «Torneremo a chiederne l’intervento – sottolinea Richichi – perché è un aspetto importante e che non va sottovalutato. Dobbiamo sapere se ci sono stati sversamenti di sostanze inquinanti nella proprietà del nostro centro. Ed eventualmente se ci sono correlazioni con le morti dei cavalli».

La onlus che ha sede a Volterra, ma che per anni ha operato nella zona di Montaione, ha aperto una sottoscrizione per chiedere ai propri sostenitori un aiuto economico rispetto alla vicenda della morte dei cavalli. «In molti già ci stanno dando supporto con donazioni – riprende Richichi – D’altra parte, il cambiamento di gestione degli animali sta comportando un aumento di spese non indifferente. Siamo passati dallo stato brado per tutto il giorno al controllo perenne sui cavalli, compreso anche un’alimentazione mirata per evitare ulteriori problemi». —

A.Q.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa