Pronta la denuncia in Procura per incendio boschivo colposo
Pene da uno a cinque anni con possibilità di aumento se contestate anche le aggravanti Il secondo fronte riguarda il risarcimento dei danni
vicopisano. Da uno a cinque anni. Con possibili contestazioni aggravanti capaci di far lievitare la pena fino alla metà.
È scontata la denuncia che i carabinieri presenteranno nei confronti di Mario Abbondanza per il reato di incendio boschivo colposo. L’estensione del rogo (oltre 230 ettari) con relativo incenerimento di vaste aree del Serra potrebbe far scattare anche l’ipotesi di disastro ambientale. Ma la questione del secondo reato adesso è prematura e solo quando le carte saranno arrivate in Procura il quadro accusatorio sarà definito con certezza.
Abbondanza, reo confesso di una condotta che appare evidente nella colpa e che esclude alla radice il dolo, potrebbe dover fare i conti con almeno due aggravanti dell’articolo 423 bis del codice penale.
Partendo dalla forbice che oscilla da uno a cinque anni, «le pene previste dal secondo comma (incendio colposo, ndr) sono aumentate se dall'incendio deriva pericolo per edifici o danno su aree protette». È il caso di svariate abitazioni sfiorate dalle fiamme e che sono state abbandonate dai proprietari per dormire lunedì notte da amici e parenti. Poi c’è un’altra possibile aggravante e riguarda l’ampiezza del rogo. Recita il codice sul punto: «Le pene previste dal secondo comma sono aumentate della metà, se dall'incendio deriva un danno grave, esteso e persistente all'ambiente». Oltre 230 ettari in fumo con la prospettiva di ripristino dell’habitat naturale solo tra parecchi anni è un danno rilevante. Non va, infine, dimenticato il fronte del risarcimento danni verso i privati e gli enti pubblici che Abbondanza dovrà fronteggiare. —
Pietro Barghigiani
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