Il Tirreno

Pontedera

la richiesta dei sindaci 

«Raduno degli alpini a Cascina e Pisa»

«Raduno degli alpini a Cascina e Pisa»

La candidatura sarebbe per il 2021 o l’anno successivo L’evento muove in media almeno mezzo milione di persone

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CASCINA. Cascina e Pisa si candidano a ospitare il raduno nazionale degli alpini nel 2021 o nel 2022. Un evento che normalmente richiama tantissime persone. Basti pensare che a Milano, per l’adunata 2019 prevista dal 10 al 12 maggio, sono previste centinaia di migliaia di presenze nella capitale lombarda.

Per questo appuntamento, però, ci son anche altre città in lizza. Come Alessandria, per esempio, che ha battuto la concorrenza di Genova per il raduno del 2021. Anche Firenze è stata in ballo per ospitare l’evento, ma poi non se n’è fatto di nulla con i sindaci dei Comuni del Mugello che si sono lamentati per l’opportunità sprecata.

Fatto sta, però, che i sindaci delle due città pisane, la cascinese Susanna Ceccardi e quello del capoluogo, Michele Conti hanno inviato all’Associazione nazionale alpini la propria disponibilità ad ospitare l’evento nelle due città. Nei mesi scorsi il vicesindaco di Cascina, Dario Rollo, già promotore dell’evento “La Befana dei Paracadutisti della Folgore” che si tiene da due anni il giorno dell’Epifania nel centro cascinese, ha avanzato l’idea di candidare le due realtà territoriali per ospitare il raduno, soprattutto quando Firenze ha deciso di ritirare la propria candidatura per il 2020. «Da quel momento, Rollo ha iniziato un intenso lavoro con i rappresentanti della sezione locale dell’associazione Alpini (Pisa-Lucca-Livorno) guidata dal presidente Andrea Rossi e rappresentanti delle Forze Armate – dicono dal Comune di Cascina – In tutte le edizioni organizzate nei cento anni di vita dell’Associazione nazionale, l’evento non è mai stato realizzato sul territorio pisano».

«Metteremo subito in piedi un comitato promotore composto oltre che dai due Comuni anche da tutte le associazioni di categoria, associazioni di promozione del territorio e altri soggetti pubblici e privati – spiegano Conti e Ceccardi – Anche la Provincia di Pisa e la Regione Toscana, siamo sicuri, faranno la propria parte. Una componente territoriale che dovrà essere a disposizione dell’Associazione nazionale alpini nel percorso organizzativo».

Il raduno nazionale alpini muove circa mezzo milione di persone in un solo fine settimana. Le attività commerciali avranno un’importante occasione di business e di promozione delle proprie realtà imprenditoriali.

Secondo Rollo «l’idea di organizzare questo passaggio degli alpini nei nostri luoghi è una grande occasione per tutti. Gli alpini rappresentano l’espressione massima di valori quali il coraggio, la lealtà, l’orgoglio nazionale, l’esempio. Sarebbe una grandissima vetrina dell’intero territorio pisano con un ritorno economico importante visto che le stime del giro di affari dell’adunata in città simili a Pisa sono state pari a circa 50milioni di euro nella sola provincia di svolgimento dell’evento. Ci terremmo molto perché il 2021 è un anno importante per la sezione locale degli alpini che festeggerà i 90 anni di attività e perché è stata l’ultima sezione d’Italia ad annoverare fra i suoi iscritti un Socio Fondatore, Rinaldo Rainaldi, che nel 1919 firmò a Milano l’atto costitutivo dell’Associazione nazionale alpini».

I sindaci hanno espresso la disponibilità anche per l’anno 2022 nel caso in cui la candidatura non venga accolta per il 2021. —

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