Gioco
«Milano non valorizza la nostra concia, serve fiera in Toscana»
Spinelli critica l’evento di Unic: il primato delle nostre aziende deve avere un peso maggiore Facciamo una manifestazione a chilometro zero
fucecchio. «È arrivato il momento di ripensare il ruolo della conceria Toscana e del distretto Santa Croce all’interno di Lineapelle. Ho l’impressione che questa fiera milanese non rappresenti più una vetrina al passo coi tempi per i nostri produttori e per i clienti».
Al terzo e conclusivo giorno di fiera a Milano, il sindaco di Fucecchio, Alessio Spinelli, che ha riproposto la propria candidatura anche in vista delle prossime elezioni, lancia una sorta di bomba, proponendo di realizzare un’esposizione in Toscana, dopo che il settore conciario del Granducato ha organizzato per alcuni anni un evento simile alla Fortezza da Basso di Firenze, decidendo di concentrare gli interessi sulle iniziative dell’Unione nazionale industria conciaria (Unic). Almeno per quanto riguarda le manifestazioni fieristiche in Italia. Quello del sindaco fucecchiese, però, è un giudizio molto netto durante la visita al salone Lineapelle. «Ho incontrato molti imprenditori e molti operatori di mercato – ha aggiunto Spinelli – e l’impressione che ho ricavato è quella di una kermesse che ultimamente si sta ripetendo in maniera un po’ stanca senza quella carica innovativa indispensabile per valorizzare l’alta qualità e l’artigianalità dei nostri prodotti e la dinamicità del nostro tessuto produttivo».
Secondo il sindaco, «servono nuove modalità per mostrare al mondo il meglio della produzione del Comprensorio del Cuoio. Milano è una realtà internazionale che però non riesce a trasmettere la storia e il fascino delle nostre eccellenze. Su 564 aziende che espongono a Lineapelle, 250 arrivano dalla Toscana, dove ci sono anche 250 ditte che lavorano per conto terzi nel settore conciario, con 6.000 lavoratori e 2,4 miliardi annui di fatturato. Credo che questo primato debba avere un peso maggiore quando si tratta di fare delle scelte».
Il cuore del made in Italy, per quanto riguarda la conceria e la pelletteria, «è nella nostra regione», sottolinea ancora per poi aggiungere: «Dobbiamo anche tenere conto delle eccellenze tecnologiche nell’ambito della depurazione delle acque».
E poi la proposta: «Occorre portare le esposizioni in Toscana per essere vicini alle produzioni. Ci vorrebbe una sorta di fiera a chilometro zero in alternativa all’attuale salone che, numeri alla mano, è sempre più asfittico. Su questo occorre avviare una riflessione».
Ora la palla passa agli imprenditori conciari e agli enti di categoria presenti sul territorio. Assoconciatori di Santa Croce e Consorzio conciatori di Ponte a Egola hanno, infatti, tutti gli elementi in mano per fornire un’adeguata risposta al sindaco di Fucecchio. —
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