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Boom di iscritti al liceo classico netto calo per l’Itis Santucci

Andreas Quirici
Boom di iscritti al liceo classico netto calo per l’Itis Santucci

Il Carducci passa dai 5 studenti in prima di quest’anno ai 26 del prossimo Le incertezze sul futuro del “vapore” toglie ragazzi all’istituto tecnico industriale

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VOLTERRA. Il boom del liceo classico e il netto calo dell’Iti. Sono questi gli elementi di spicco dell’analisi riguardante le iscrizioni agli istituti superiori della Valdicecina in vista del prossimo anno scolastico.

Il liceo classico Carducci di Volterra passa dai soli cinque iscritti dello scorso anno ai ventisei per il 2019-2020. Un exploit che trova giustificazioni in vari ambiti. «Credo che la comunicazione fatta dalla scuola sia stata molto importante – dice l’assessore con delega all’istruzione, Eleonora Raspi – Poi ha influito, senza dubbio, anche le borse di studio istituite dall’amministrazione comunale che hanno reso più allettante la scelta per il liceo classico. Ma un peso enorme lo ha avuto l’attività degli studenti che già frequentano il liceo durante l’orientamento dei loro colleghi più giovani che dalle medie erano chiamati a scegliere la scuola superiore per i prossimi anni. Resta il fatto che il numero degli iscritti dimostra l’importanza di lavorare insieme tra i vari soggetti coinvolti».

Chi invece risente di un calo evidente è l’Itis Santucci di Pomarance, dove dirigente scolastico e insegnanti erano abituati a vedere due prime classi praticamente ogni anno. Per il 2019-2020, invece, gli iscritti sono stati appena quattordici. Quindici se si aggiunge l’unica studentessa che ha scelto l’indirizzo per geometri, gestito sempre dallo stesso istituto. Un dato abbastanza clamoroso, ma che risente di un netto calo demografico e dell’exploit del classico di Volterra. Ma anche, molto probabilmente, della recente situazione della geotermia, con lo spettro di una crisi dovuta all’assenza di incentivi per l’attività di estrazione del vapore.

Questo settore, infatti, è sempre stato considerato una sorta di sbocco occupazionale naturale per i giovani della zona, considerando la presenza di Enel e di tante aziende dell’indotto geotermico. Il futuro dei diplomati era di essere assunti quasi subito. Ma ora che non ci sono più le certezze di poco tempo fa, probabilmente molte famiglie hanno preferito orientare gli studi dei figli verso altri ambiti. Un altro effetto negativo per la Valdicecina, quindi, del taglio degli incentivi alla geotermia voluto dal ministero dello sviluppo economico e che rischia d’impoverire il territorio.

Il resto degli istituti superiori ha registrato numeri comunque positivi. L’alberghiero ha quaranta iscritti, confermando sostanzialmente il dato dell’anno scorso. Lo scientifico è passato da 38 a 48, scienze umane da ventitré a ventotto, mentre l’artistico ha subìto un calo di dieci iscritti, passando da trentacinque di quest’anno ai venticinque per il 2019-2020. —

Andreas Quirici

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