Sicurezza
Padule ostaggio delle specie aliene: piano da 1,4 milioni
A Fucecchio il summit sui primi risultati del progetto Catturati 123.000 gamberi-killer oltre alle nutrie Il sindaco: «Continuare così»
FUCECCHIO. Qualcosa è stato fatto, ma molto ancora c’è da fare. Il problema delle specie aliene in Padule non è una novità e molti sono i progetti per tutelare le specie autoctone dall’assalto di quelle alloctone (cioè “estranee” ), come il famigerato gambero killer, catturato in Padule nell’ordine di oltre 120mila esemplari. Tra questi progetti c’è “Sos Tuscan Wetlands”, per un importo di 1,4 milioni di euro, cofinanziato per il 50% dalla Comunità Europea, coordinato dal Consorzio Basso Valdarno con il partnerariato dell’Università degli Studi di Firenze, che ha come scopo il controllo delle specie aliene invasive per ripristinare gli habitat minacciati nelle aree umide interne della Toscana settentrionale. Ed in particolare nei 3 SIC (siti di interesse comunitario) “Padule di Fucecchio”, “Bosco di Chiusi e Paduletta di Ramone” e “Lago di Sibolla”.
Un resoconto del progetto è emerso durante il convegno finale che si è tenuto a Fucecchio.
I numeri raggiunti dalle azioni effettuate nel corso del progetto sono importanti. Dopo la cattura di oltre 123mila gamberi rossi della Louisiana di taglia medio-grande sia nella Paduletta di Ramone che nel Lago di Sibolla, il monitoraggio ha evidenziato una drastica diminuzione di una popolazione che a partire dagli anniDuemila si è diffusa velocemente. Va ricordato che il gambero della Louisiana è responsabile della diffusione della “peste del gambero”, malattia letale per i gamberi nativi, ed è potenzialmente tossico per la salute umana se consumato qualora proveniente da ambienti inquinati.
Significativo anche il risultato ottenuto nel monitoraggio effettuato dopo la cattura delle nutrie nella Paduletta di Ramone, azione che sarà portata avanti anche nella fase successiva del progetto; questa specie altamente invasiva è responsabile del deterioramento degli ambienti umidi (compromettendo anche il successo riproduttivo di alcune specie di uccelli acquatici) e provoca danni al settore agricolo. Ancora più preoccupanti sono gli impatti sul rischio idraulico provocati dall’escavazione di tane e tunnel sulle arginature dei fossi e dei canali. Ampio il territorio interessato dagli sfalci di Amorpha fruticosa (gaggìa) e Robinia nelle aree del Lago di Sibolla e Paduletta di Ramone, mentre per la tutela delle sfagnete relitte del Bosco di Chiusi sono state realizzate recinzioni anti-cinghiale. «Il nostro Padule – ha sottolineato il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli – è interessato da un turismo sostenibile in continua crescita e quindi a mio giudizio i soldi impiegati nel progetto per debellare le specie alloctone da questi luoghi sono ben spesi. Auspico che queste attività continuino per il bene della comunità». —
Marco Sabia
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
