Sicurezza
Maltrattamenti alla Stella Maris trovato un giudice per il processo
Dopo l’incompatibilità di due colleghi l’udienza preliminare ha potuto avere inizio con la costituzione delle parti civili. Chiesto il giudizio per 17 persone
FAUGLIA. È iniziata con la costituzione delle parti civili l’udienza preliminare per decidere del rinvio a giudizio per i maltrattamenti avvenuti nei confronti dei pazienti disabili della struttura di Montalto di Fauglia gestita dalla Fondazione Stella Maris. Dopo due Gup che avevano dichiarato la loro incompatibilità, il fascicolo è stato affidato al giudice Giulio Cesare Cipolletta. A costituirsi come parte civile non è stata solo la maggior parte delle famiglie dei pazienti, ma anche alcune associazioni, come l’Associazione nazionale mutilati e invalidi Civili (Anmic) e il Telefono Viola. Come era stato annunciato alle udienze precedenti, che poi non avevano avuto inizio, anche la Stella Maris si è costituita come parte offesa per tutelarsi nei confronti degli operatori, nove dei quali sono già stati licenziati, e di due dottoresse, Paola Salvadori di Capannoli, che era responsabile di Montalto, e Patrizia Masoni di San Giuliano Terme. L’udienza è stata aggiornata all’11 marzo quando il Gup avrà verificato i requisiti per la costituzione di parte civile e quindi in quella sede dichiarerà chi eventualmente è stato escluso.
La Procura richiede il processo per Ugo Caroti di Fauglia; Giulio Fignani di Castellina Marittima; Marco Guerrazzi di Ponsacco; Matteo Parenti di Cascina; Svetlana Parfeniuc di Capannoli; Stefano Pasqualetti di Terricciola; Giovanni Salvadori di Pisa; Gabriele Lucchesi di Collesalvetti; Cinzia Vivaldi di Pisa; Maura Testi di Ponsacco; Nicoletta Casalini di Castellina Marittima; Rita Danesi di Livorno; Rinaldo Quintavalle di Cascina. Oltre che per le due dottoresse, Paola Salvadori di Capannoli e Patrizia Masoni di San Giuliano Terme, per Roberto Cutajar, direttore generale della Stella Maris, e per Giuseppe De Vito, di Livorno, direttore sanitario della Stella Maris (a loro viene contestata l’omessa vigilanza e l’assunzione di personale non adeguatamente formato).
Finite le questioni preliminari del processo, le famiglie degli ospiti di Montalto si augurano che il processo si faccia e con tempi che siano accettabili.
L’Anmic, sia provinciale che nazionale, starà al fianco dei genitori e anche ieri mattina i legali hanno ricordato come questa vicenda veda imputate 17 persone per i maltrattamenti su più di 20 ragazzi disabili: numeri impressionanti che ne fanno probabilmente il più grande processo per maltrattamenti su disabili avvenuto a livello nazionale.
Nel passato dell’istituto c’erano già stati episodi sospetti (uno degli educatori coinvolti aveva già avuto problemi) ma in questa inchiesta è stato fondamentale il ruolo di una mamma, che ha trovato il coraggio di denunciare. Nella richiesta di rinvio a giudizio firmata dal dottor Fabio Pelosi (prima condotta da Paola Rizzo) si fa riferimento alle denunce delle famiglie che parlano di atti di vessazione fisica e morale. —
S.C.
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