Gioco
Le baby vittime del calcio malato a Pontedera per raccontare la loro verità
L’assessore allo sport Franconi invita in città i protagonisti del match di serie C perso per ben 20 reti a zero
»Nessuno li ha ancora ascoltati, e allora ci offriamo di farlo noi. A Pontedera, in un evento in cui sarebbe bello ospitare anche i rappresentanti delle formazioni di serie C e quelli delle società sportive della città». A lanciare l’appello è l’assessore allo sport Matteo Franconi, che si rivolge ai sette giocatori appena maggiorenni del Pro Piacenza, società di calcio che milita nel girone A di serie C, incappati nella figuraccia che sta facendo il giro del mondo in casa del Cuneo. Le condizioni precarie del club hanno fatto sì che domenica scorsa i rossoneri scendessero in campo con il numero minimo di calciatori (sette appunto, ndr) consentito per la disputa di una partita, venendo travolti per 20-0 dai piemontesi.
Il Pro Piacenza ieri è stato definitivamente escluso dal campionato, e il caso della partita di Cuneo ha suscitato molteplici reazioni, nel mondo del calcio e non solo. Anche Franconi ha commentato la vicenda, con un duro post sul proprio profilo Facebook: «Vergogna. Cuneo-Pro Piacenza sta tutta in questa parola. Non posso pensare – ha scritto l’assessore – che il gruppo dirigente di un campionato professionistico del nostro Paese permetta lo svolgimento di una partita in cui, da una parte, scendono in campo sette giovani allo sbando totale». Una pagina nera del calcio nazionale, macchiato per sempre da un episodio che non ha precedenti simili nella storia. Una situazione grottesca, unica nel suo genere. Da qui l’idea - quasi una provocazione - di Franconi, candidato sindaco del Pd alle prossime elezioni amministrative.
«Invito i ragazzi che domenica sono scesi in campo a Cuneo a visitare la nostra città e a prendere parte a un momento di confronto aperto al pubblico in cui avranno la possibilità di raccontare la loro vicenda e fare chiarezza sui motivi che li hanno portati a scendere in campo in netta inferiorità numerica, andando incontro a una figuraccia storica ampiamente annunciata». Franconi, dunque, propone Pontedera come sede per chiarire l’accaduto, alla presenza di personalità del calcio e giovani calciatori.
Ma non solo, l’appello di Franconi va anche a Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione italiana calciatori. «Mi rivolgo anche a lui, e lo farò attraverso una lettera, per renderlo partecipe dell’iniziativa e fare in modo che tutto venga organizzato al meglio». Nello sfogo affidato a Facebook di domenica sera, Franconi ha tirato in ballo anche quelle che, secondo lui, sono le vere parti offese da quanto accaduto sul terreno di gioco di Cuneo.
«Cuneo-Pro Piacenza è un’offesa al mondo sportivo. Agli educatori che ogni giorni impiegano ore del loro tempo per insegnare ai bambini l’essenza dello sport, ai tifosi che spendono soldi per seguire la squadra del cuore e a cui si chiede sempre massima correttezza, negli atteggiamenti e nelle espressioni, ed è un’offesa anche per una disciplina, il calcio, tra le più antiche del mondo. Oggi (domenica, ndr) abbiamo perso tutti», ha scritto Franconi, che ribadisce il contenuto di quanto espresso poche ore dopo la partita del Pro Piacenza.
«Saranno gli organi competenti a fare chiarezza sulle responsabilità di chi ha permesso la disputa di una partita assurda come quella di Cuneo. Di queste cose, però, bisogna parlarne e farlo a fondo, affinché non accadano più. Io offro il mio impegno e gli spazi della città ai protagonisti di questa vicenda orribile per raccontare a tutti come sono andate le cose, e soprattutto per dimostrare ai nostri piccoli calciatori e sportivi in generale che quanto è successo a Cuneo non è calcio e non è sport». —
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