Gioco
Il restyling dell’ex Crastan a fine anno, al Chiesino 69 lotti per uso residenziale
Martedì 19 febbraio in consiglio comunale a Pontedera si discuterà del progetto nell’ex fabbrica del caffè e di quello della fonderia Ceccanti
PONTEDERA. La città cambia faccia da martedì quando, in consiglio comunale, compariranno due voci: rigenerazione urbana e perequazione a distanza. Si comincia con Chiesino, ex Crastan ed ex Fonderie Ceccanti.
COME IN UN VIAGGIO. Pontedera, secondo il progetto del sindaco Simone Millozzi, prenderà un aereo verso il futuro. «Abbiamo messo a disposizione due strumenti per favorire l’intervento dei privati – spiega il sindaco – quello della rigenerazione urbana e quello di perequazione a distanza». Col primo il Comune facilita il recupero di aree degradate limitando il consumo di suolo; col secondo si trasferiscono volumetrie già esistenti in altre località per lo sviluppo urbano. Dall’ex Crastan partiranno più di 12mila metri quadrati a destinazione residenziale, che “atterreranno” al Chiesino. Stessa destinazione, ma dalle ex Fonderie Ceccanti alla Rotta, per altri 7mila metri quadrati. Dal Chiesino, invece, saranno quasi 5mila i metri quadrati – a uso commerciale – per l’ex fabbrica del caffè.
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UN UNICO CENTRO. Il primo passo di questa rivoluzione urbana sarà mosso proprio all’ex Crastan. La fabbrica, abbandonata da diciotto anni, potrebbe vedere nuova luce sul finire del 2019 con la creazione di un museo sulla storia della ditta fondata nel 1870 dall’imprenditore svizzero Luzio Crastan ed esercizi commerciali con posti auto sotterranei. «Solo questi saranno gestiti da privati – specifica il sindaco – mentre gli altri, a livello con la strada, saranno pubblici. Vogliamo allungare il centro commerciale naturale per attirare persone dal corso Matteotti, riqualificando così anche il quartiere stesso».
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CHIESINO E FONDERIE. Altro discorso per località Vallicelle e il Chiesino. Il capannone delle ex Fonderie Ceccanti sarà sostituito da nove comparti abitativi. «Impatto ambientale minimo – continua – con una riduzione del consumo del suolo pari a più di 40mila metri quadrati». Al Chiesino, invece, ventimila metri quadrati a scopo residenziale: sessantanove lotti a destinazione residenziale, con l’obbligo di riservare poco meno di mille metri quadrati per alloggi di edilizia sociale.
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