Il dolore
L’ex concessionaria Automar definitivamente bonificata
Pontedera: i proprietari dell’immobile hanno rimosso siringhe e rifiuti recintando l’area. A novembre un giovane nell’edificio rischiò di perdere la vita per overdose
PONTEDERA. Una prima pulizia era stata fatta a metà dello scorso mese di novembre. All’interno dell’area dell’ex concessionaria Automar il Comune era intervenuto con il taglio dell’erba e degli alberi che aiutavano a nascondersi i senzatetto diventati ormai inquilini stabili dell’area nel degrado. Una situazione che Il Tirreno aveva denunciato più volte.
La polizia municipale aveva, inoltre, organizzato un ampio controllo di tutte la parti della struttura. Al momento dell’intervento non erano state trovate persone nell’immobile.
Come è noto, inoltre, gli immobili abbandonati dopo la chiusura della concessionaria erano diventati un punto di riferimento per persone che non hanno un tetto sotto cui dormire.
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Nei giorni scorsi, però, la proprietà dell’edificio ha concluso l’opera di bonifica rimuovendo tutti i rifiuti che erano stati accumulati nell’area. Un lavoro minuzioso, che ha cambiato completamente volto agli interni dell’ex Automar. Sono state rimosse molte siringhe, ma anche escrementi, bottiglie di vetro confezioni di cibo e vestiti.
La “ripulita” è arrivata dopo i numerosi solleciti da parte dell’amministrazione comunale nei confronti della proprietà, che in un primo momento, alcuni anni fa, aveva addirittura portato all’attenzione del Comune un progetto in cui era prevista, in quella zona, la costruzione di un centro commerciale. Il piano, però, non è mai decollato. E l’ex Automar ha continuato a rappresentare un angolo nero della città, tra l’altro a due passi dal centro, in via Savonarola, nelle vicinanze di abitazioni e attività commerciali.
Ma anche un pericolo, dato che, il 14 novembre scorso, nel degrado dell’ex concessionaria Automar, a due passi dal centro, un giovane ha rischiato di morire per overdose.
Lo hanno soccorso Matteo Ferrari e il proprietario del negozio Tattoo, Michele Berretta. L’episodio era avvenuto alle 9, 30 e subito, anche in quel caso, scattò la denuncia per le condizioni in cui viene tenuto l’immobile.
«Mentre arrivavo al lavoro – raccontò Ferrari – ho visto un marocchino, mi ha chiamato. Lo straniero cercava aiuto: “Dentro c’è un uomo che muore”, mi ha detto». Immediati i soccorsi mentre i due uomini praticavano le prime manovre di rianimazione.
Pagine di un libro che, per fortuna, è stato messo in archivio. O almeno, ci è finito per il momento, con il maxi intervento di pulizia da parte della proprietà dell’ex concessionaria Automar.
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