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Pontedera

recupero dell’ex manicomio 

«Al lavoro per il progetto del resort a Poggio alle Croci»

Andreas Quirici
«Al lavoro per il progetto del resort a Poggio alle Croci»

L’anglo-indiano Desaur torna a dire la sua sul progetto di ristrutturazione. L’immobiliarista: sto parlando con investitori, ma sono deluso dai vertici dell’Asl

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VOLTERRA. «Il progetto del resort di Poggio alle Croci per me non è morto. Anzi, sto parlando con investitori per farlo rivivere». L’immobiliarista anglo-indiano Kuldeep Desaur torna dall’oblio in cui è finito dopo la fine del sogno di realizzare il mega progetto a oltre cinquanta milioni. Ha letto la notizia che l’Asl ha messo in vendita all’asta il complesso dell’ex manicomio. E ha deciso di dire di nuovo la sua. «Più sogni, più lontano arriverai, dice un detto, ma con Poggio alle Croci ci sono stati solo incubi», spiega. . «Le questioni, soprattutto tecniche ed amministrative, irrisolte sono alla base del fallimento del progetto – racconta – Ma c’è un episodio che mi ha amareggiato. Il 27 dicembre 2016, insieme ad altri investitori, sono andato a firmare il rogito da un notaio di Pisa. Eravamo sicuri di firmare e di depositare l’assegno. Ma scoprimmo che i referenti Asl, dopo averci convocato per quel giorno, erano tutti in ferie da Natale a Capodanno».

E c’è anche un altro elemento che, secondo Desaur ha pregiudicato l’operazione. «Quando scoprimmo la nascita dell’area rifiuti, a pochi metri da Poggio alle Crocei, l’incubo divenne realtà. La dirigenza Asl aveva permesso la cementificazione a cielo aperto, per l’area destinata a frigoriferi e materassi, adducendo di non sapere esattamente dove fosse questa area improvvisamente destinata a stoccaggio. E la realtà divenne peggio dell’incubo quando ricevetti dal principale investitore una immagine dei materassi presa ad alta definizione dall’elicottero».

Nonostante tutto, però, l’immobiliarista si dice pronto a riprovarci. «Non ho mai smesso e non smetterò mai di credere nell’infinita potenzialità di Poggio alle Croci di Volterra per un turismo di qualità, per uno sviluppo costante nel corso dell’anno, per una eccellenza in Toscana che solamente, e lo confermano i decenni dei miei studi nel settore, la collina di Poggio alle Croci assicura – dice – Ma quest’isola di bellezza custodisce un progetto eccezionale anche per gli investitori che vanno conquistati, coinvolti, eletti nella progettualità e cullati coi loro financial backers». Un progetto che appare difficile da attuare, malgrado le buone intenzioni e alla luce di problemi come «i tempi accavallati, i grandi investitori dileguatisi alla partenza con la crisi internazionale del 2008 e poi una serie di problemi tecnici e burocratici che sono ancora irrisolti».

Ora non resta che attendere passi ufficiali. Desaur dice di venire spesso in Toscana e di fare tappa frequente anche a Volterra. Assicura che sta lavorando per far rinascere uno dei progetti più discussi degli ultimi anni nella città etrusca. Ma ora servono fatti concreti da parte di tutti gli attori coinvolti in questa vicenda. —


 

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