Gioco
Gli Spensierati hanno perso il fondatore “Schezzini” ma non la voglia di far bene
Nacci era un punto di riferimento da sempre. Ora il gruppo vuole onorarlo in allegria e con le maschere che propongono tutte le bellezze di Parigi
santa croce. Gruppo degli Spensierati... un po’ meno spensierati domani per la prima sfilata del Carnevale di Santa Croce, per le vie del centro a partire dalle 15. Proprio alla vigilia della prima uscita, infatti, è venuto a mancare Alfredo Nacci, uno dei fondatori del gruppo carnevalesco, poi capogruppo per tanto tempo e sempre tra le menti pensanti dei temi da svolgere.
Era un punto di riferimento per tutti. Il suo funerale, nel pomeriggio di giovedì, si è svolto proprio nel capannone in piazza Uberto Bonetti dove gli Spensierati “confezionano” le loro maschere e non sono mancati i suoni e le note tipici delle sfilate. Anche la sindaca di Santa Croce, Giulia Deidda, non ha voluto mancare all’estremo saluto ad Alfredo. Aveva 79 anni. Lo “Schezzini”, come era conosciuto in paese, è stato imprenditore per anni nel settore della pelle.
In pratica non ha mai lasciato il gruppo, nato con la prima edizione della manifestazione santacrocese nel 1929. Anche se nuovo e determinante impulso certamente l’ha avuto nel 1976, quando alcuni amici (Romeo, Ugo e Schezzini, appunto, Naguline e Cassio) si ritrovarono quasi per sfida nei confronti degli organizzatori del Carnevale per dare un po’ di brio alle sfilate in notturna che venivano effettuate il giovedì grasso e il martedì grasso. Senza una lira in tasca riuscirono a portare a Santa Croce la Montesina che li precedeva, mentre loro sfilavano vestite da belle signore impellicciate con cinque maialini a guinzaglio. L’uscita suscitò gioia e divertimento tant´è che durante le sfilate ricevettero compensi da coloro che assistevano divertiti. Nel 1977, con alla guida Ascanio Lapi, presentarono “La vita è un circo”.
Oggi gli Spensierati sono presieduti da Stefano Zingoni che, da una parte è molto dispiaciuto della perdita di Nacci e dall’altra è soddisfatto di come il gruppo si sia fatta strada nel panorama carnevalesco della cittadina conciaria. «Non sono state sempre rose e fiori – racconta Zingoni – perché il gruppo ha dovuto superare anche momenti di difficoltà. Nel 1996, per esempio, avvenne una scissione che vide allontanarsi personaggi molto noti tra cui uno dei soci fondatori. All’inizio il gruppo ne risentì più che altro per motivi economici, ma ben presto ritrovò armonia e compattezza».
Fino ad arrivare all’apoteosi del 2015 quando vinse l’edizione: «Sono state ben 12 le vittorie – sottolinea il presidente – e tutte importanti. Segno che abbiamo la stoffa giusta per manifestazioni del genere».
Anche in questo caso le maschere che sfileranno da domani sono «tutte fatte da noi, a mano. Con i tessuti o in cartapesta. A volte anche con pietre. E comunque sempre con la dovuta pazienza e passione con i quali si può raggiungere tante soddisfazioni»
Una sessantina sono i componenti che vestiranno le maschere per la sfilata e che durante l’anno si ritrovano insieme agli altri per le solite feste. In particolare a settembre quando si tratta anche di raggruppare le idee per la prossima sfilata e diventa basilare anche raccogliere fondi.
«La sfilata di quest’anno – spiega Stefano Zingoni – avrà come tema Parigi. Facile intuire che saranno tirati in ballo i monumenti e le situazioni tipiche della capitale francese: dalla Torre Eiffel al Moulin Rouge». —
Paolo Falconi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
