Il Tirreno

Pontedera

Il caso 

«Delibere scritte coi piedi» maxi polemica in municipio

Sabrina Chiellini
«Delibere scritte coi piedi» maxi polemica in municipio

Dure accuse durante il consiglio da parte del capogruppo socialista Fabio Poli La segretaria Priore se la prende e scrive chiedendo chiarimenti ufficiali

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CASCINA. A questo punto non resta che dar vita ad un'indagine conoscitiva per scoprire quali siano le delibere scritte con i piedi. «Non con le mani, con i piedi», come ha detto in consiglio comunale Fabio Poli, rappresentante dei Socialisti, facendo saltare sulla sedia la segretaria generale, Rosa Priore, che si è sentita chiamata in causa e che ha ritenuto quella di Poli non solo una critica politica ma una vera offesa personale. Al massimo le delibere saranno scritte in burocratese spinto, cosa pur sempre fastidiosa, ma, secondo la dottoressa Priore, l’espressione “con i piedi” non può passare nel silenzio. E così uno degli esuberanti interventi del consigliere socialista, sempre piuttosto attivo durante le assemblee comunali, è diventato un caso nel palazzo, e anche fuori. Nell’immediatezza del fatto la segretaria non ha reagito, ma subito dopo ha deciso di farne una questione di principio. E così ha preso carta e penna e ha scritto - ora tutto l’ente locale è a conoscenza del suo disappunto - alla sindaca Ceccardi, alla presidente del consiglio comunale, ai capigruppo consiliari, allo stesso consigliere Poli (che è anche capogruppo), a tutte le posizioni amministrative delle macrostrutture dell’ente, all’avvocatura del Comune. Nella missiva la dottoressa Priore riporta l’intervento del consigliere trasmesso in diretta streaming. «Noi abbiamo una strada sulla quale si vanno ad investire soldi veri, non soldi di alienazioni che vedremo, questi sono soldi veri, perché questi sono soldi veri, al di là che non li trovo citatati nella delibera. Dottoressa Priore c’è (ci sono, sarebbe stato più corretto. . ., ndr) delle delibere che sono fatte con i piedi, non con le mani, con i piedi (ripete, ndr). Però mi sembra di aver capito che i soldi sono veri». E ancora, avendo a riferimento la stessa delibera sui lavori pubblici messi in cantiere dall’amministrazione, aggiunge: «Poi quando vuole viene qua (cioè accanto a lui, ndr) e gli (è una regola grammaticale usare “gli” per le donne anche nel linguaggio parlato, colloquiale, ndr) e gli faccio vedere la delibera e gli domando se questa è una forma da sottoporre al consiglio comunale».

Quando si dice che le parole a volte sono pesanti come pietre... Eh no, la segretaria non ha gradito e ora chiede a Poli, «a tutela della onorabilità e delle professionalità tecniche dell’ente, nonché per effettuare le verifiche necessarie, quali siano – e la frase è sottolineata in grassetto – le delibere “fatte con i piedi, con i piedi, con i piedi, non con le mani». Inutile aggiungere che appena la lettera è stata inviata, tempo zero, negli uffici comunali l’argomento era gettonatissimo. Per tutta la giornata di giovedì la segretaria ha atteso la risposta scritta del consigliere, che non c’è stata e che probabilmente non arriverà. Anche perché Poli sa bene che esiste il diritto di critica politica come esimente del reato di diffamazione. Ma bisogna stare sempre attenti che le informazioni diffuse siano veritiere e non si riducano a semplici invettive di carattere personale. Altrimenti sono guai. Insomma, Poli avrebbe scelto la strada del silenzio, in attesa che la segretaria faccia ulteriori passi. E speriamo che nel frattempo non si chiami in causa anche l’Accademia della Crusca per sapere se le delibere sono scritte con i piedi o no. Chissà poi che l'Accademia della Crusca non consideri il burocratese puro anche peggio di un testo scritto coi piedi. —

Sabrina Chiellini

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