Il Tirreno

Pontedera

la macchina dei soccorsi 

Tra infiltrazioni sedie rotte, telefoni e computer che non funzionano

Sabrina Chiellini
Tra infiltrazioni sedie rotte, telefoni e computer che non funzionano

Ad appena due anni dall’inaugurazione, la nuova centrale  del 118 è un coacervo di disagi. E l’Asl non interviene

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PISA. Molteplici disagi alla centrale unica Livorno-Pisa del 118, che da due anni ha sede all’ospedale di Livorno. Detta così può suonare strana, ma si scopre che la centrale dell’Asl Toscana Nord Ovest non è immune da carenze che sono strettamente legate alla sicurezza sui luoghi di lavoro. Eppure, la scelta politica di trasferire la centrale a Livorno era arrivata dopo pochi mesi che a Pontedera, all’ospedale Lotti, era stata inaugurata la nuova e moderna sede del servizio, poi rimasta un contenitore pressoché vuoto.

sedie rotte

Partiamo dalle sedie. Ogni operatore di centrale ne ha una a disposizione e sono ovviamente utilizzate per tutta la durata dei turni di lavoro. È successo che a forza di usarle le sedie si sono rotte. Su 18-19 sedie avute in dotazione due anni fa, all’apertura della centrale, ne sono sopravvissute solo tre, mentre le altre sono state sostituite da normalissime sedie da sala d’attesa, certamente meno comode e meno confortevoli per chi deve star seduto per parecchie ore per lavoro. A quanto pare l’Asl non ha soldi da investire nei nuovi arredi.

pc e telefoni

a singhiozzo

Anche i pc hanno punti deboli, spesso la cartografia si blocca - il server non riesce a sopportare il carico di lavoro quando ci sono numerose richieste - con immancabili difficoltà quando gli operatori devono fare la geolocalizzazione dei mezzi. Stiamo parlando di un territorio vasto e non tutti gli operatori, compresi i medici e gli infermieri, conoscono ogni angolo delle due province. Anche i telefoni, quando le linee vanno in sovraccarico, a volte non funzionano. Se la cartografia si blocca gli operatori non sanno chi devono attivare in caso di incidenti o soccorsi vari. Trattandosi di un servizio di emergenza sanitaria, non deve sfuggire che questo rischia di avere conseguenze sui tempi degli interventi.

spogliatoi

Quelli delle donne sono senza riscaldamento. L’Asl ha ovviato al problema con una stufetta elettrica che resta accesa 24 ore su 24, con rischi che sono chiari a tutti. Viene usato un altro spogliatoio che doveva essere pubblico ma che è stato chiuso e destinato alle donne che lavorano in centrale.

Riscaldamento

L’impianto di riscaldamento è collegato a quello di un altro reparto dell’ospedale. Funziona per poche ore e spesso gli operatori sono costretti a lavorare con le coperte sulle gambe, specialmente di notte.

Infiltrazioni

Quando piove in maniera intensa in alcune zone della centrale filtra l’acqua. La presenza di cavi elettrici scoperti e la vicinanza del pannello dell’elisoccorso costringono spesso a doverlo spostare. Tutti problemi che sono noti all’Azienda e che per il momento non hanno trovato soluzione. Non sono considerati evidentemente delle priorità.

soldi mai arrivati

L’Asl Toscana Nord Ovest non ha ancora corrisposto agli infermieri che operano nel sistema di emergenza sanitaria del 118 l’incentivo che la Regione Toscana ha stanziato ed erogato alle varie aziende Asl per chi opera nel settore dell’emergenza sanitaria. L’assessora regionale alla salute Stefania Saccardi, rispondendo ad una sollecitazione del Nursind, ha confermato di aver erogato gli incentivi. Si parla di alcune decine di migliaia di euro all’anno di cui, a partire dal 2008, si sono perse le tracce. L’Asl Centro Toscana ha già pagato gli incentivi, la Nord Ovest invece no. «Stiamo cercando di capire come e dove sono state impiegate quelle risorse – dicono Daniele Carbocci, segretario provinciale del Nursind, e Katia Albano, rappresentante sindacale Rus Nord Ovest per Nursind –. È stato avviato un confronto con l’Azienda e speriamo che questa situazione possa chiarirsi». —

Sabrina Chiellini

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