Il Tirreno

Pontedera

Lotta al lavoro sommerso 

Sequestrato calzaturificio con 11 operai al nero

Due erano pure clandestini, per il titolare è scattata anche la denuncia per sfruttamento di manodopera irregolare

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SAN MINIATO. Operai al lavoro al nero, tra cui anche due clandestini. Possono essere mille le facce dello sfruttamento della manodopera straniera, che spesso accetta lavori faticosi e duri. E che altrettanto spesso non è tutelata come dovrebbe. Dopo i controlli effettuati nella Valdicecina e mirati a portare alla luce braccianti e operai agricoli impiegati senza nessun contratto o assicurazione previdenziale, i carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro hanno rivolto la loro attenzione alle aziende del comprensorio del Cuoio. . Un calzaturificio, del quale non è stato fornito il nome, è stato chiuso, anche se temporaneamente, e sottoposto a sequestro. Si trova nel comune di San Miniato ma ha anche una base operativa nel comune di Montopoli Valdarno.

A San Miniato e Montopoli, nel contesto di un servizio di controllo straordinario del territorio finalizzato al contrasto dello sfruttamento della manodopera illegale ed irregolare, i carabinieri della compagnia di San Miniato insieme ai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Pisa, hanno controllato alcuni calzaturifici. In un laboratorio dove vengono fabbricate le scarpe sono stati identificati undici lavoratori, su un totale di ventisette, sprovvisti di regolare contratto previsto dalla normativa sul lavoro. Lavoratori “fantasma”, sconosciuti a qualsiasi istituto di previdenza. Sono quasi tutti operai stranieri che si accontentano anche di una paga ridotta. I carabinieri dovranno ora accertare da quando tempo lavoravano nel calzaturificio e che tipo di mansioni hanno svolto.

Nella fabbrica, tra colle e vernici, sono stati trovati anche due lavoratori stranieri clandestini, sprovvisti dunque del permesso di soggiorno per lavoro subordinato. Per questo motivo il legale rappresentante della società è stato denunciato all’autorità giudiziaria per impiego di manodopera non regolare. Considerato il numero degli operai al nero, è stato adottato un provvedimento immediato di sospensione dell’attività imprenditoriale e sono state elevate sanzioni amministrative per 23.600 euro. La sospensione sarà revocata appena il datore di lavoro farà emergere da quella situazione gli operai al nero. E di solito in questi casi viene applicata una sanzione di circa 1.500 euro per ogni operaio non assicurato. Sale invece a 2.000 euro la sanzione per i lavoratori clandestini, oltre ovviamente alla denuncia.

I servizi saranno ripetuti, è stato detto. Nel frattempo è finita nel mirino l’azienda di San Miniato. Nella sede distaccata di Montopoli non sarebbero state trovate irregolarità.

Resta da capire quanto possa essere diffuso anche nel settore conciario lo sfruttamento di manodopera. Al momento questo resta un caso isolato, così è stato detto, almeno per l’elevato numero di operai irregolari che sono stati trovati al lavoro. Non sono state riscontrate invece gravi situazioni per quanto riguarda il trattamento e la sicurezza sui luoghi di lavoro. –

 

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