Finanza
«Vantava 2 lauree e non ne aveva neppure una»
Sarà illustrata al consiglio comunale la relazione della commissione d’indagine sullo scandalo dei contributi agli asili
CASCINA. Vantava due lauree e non ne aveva neppure una. Però aveva compiti da funzionario, partecipava alle riunioni della conferenza dei sindaci dove si prendono decisioni anche nei settori educativi. E nessuno controllava.
Se la vicenda penale che riguarda il dipendente comunale Alberto Romei, condannato in primo grado per peculato, ha ormai una sua definizione, quella politico-amministrativa arriva ora in consiglio comunale. Sarà illustrata nel corso della prossima seduta la relazione finale della commissione di indagine in merito ai contributi erogati dall’amministrazione ai gestori di nidi privati convenzionati, presieduta dal consigliere comunale socialista Fabio Poli e istituita dopo lo scandalo degli asili e l’arresto di Romei, nel corso del 2017. Si è cercato di capire come venivano distribuiti i contributi erogati dall’amministrazione comunale ai gestori dei nidi privati convenzionati dal 2012 al 2017, anni in cui si sono verificati i fatti oggetto dell’inchiesta penale. E i punti deboli messi in luce dalla commissione rispetto a quella che era l’organizzazione amministrativa che si era dato il Comune non sono pochi. Non c’è stato in quel periodo «un adeguato e necessario controllo contabile delle somme eccedenti» trasferite a nidi e fantomatiche associazioni (come Telefono Tata, che operava anche se era formalmente chiuso), invece di «essere ricondotte nei capitoli d’entrata del bilancio comunale per la loro successiva restituzione». In questo modo le somme destinate ai nidi poi venivano chieste indietro da Romei, senza adeguata registrazione contabile e finivano nelle tasche del dipendente comunale. Tutto questo è accaduto - si fa rilevare nella relazione - perché la gestione era «affidata ad un unico soggetto, anche perché l’organizzazione che il Comune si era data era lacunosa e non adeguata per una macchina amministrativa al servizio di oltre 45mila abitanti».
La responsabile Poa (Piano di organizzazione aziendale) del settore, Gabriella Carrozzo, chiamata anche a risponderne alla Corte dei Conti, aveva concesso un’eccessiva fiducia al dipendente e questi esercitava una funzione di rappresentanza e di supporto tecnico alla componente politica senza averne la qualifica necessaria. Tra l’altro Romei aveva prodotto un attestato di laurea triennale e magistrale completamente falsi, «si fregiava del titolo di dottore magistrale che non aveva», così come non poteva esercitare il ruolo di coordinatore pedagogico che invece gli ha permesso di entrare nella disponibilità di soldi che la Regione dava al Comune per gli asili e per i progetti per i disabili nelle scuole, fino ad «attribuirsi un fantomatico ruolo di esattore». «È una vicenda incredibile sotto vari profili – dice Poli –. Per anni il Comune ha permesso a un semplice impiegato di comportarsi da funzionario. Tra l’altro gli atti da lui prodotti, se non fossero stati firmati dalla dottoressa Carrozzo che, appunto, si fidava senza controllare, sarebbero oggi nulli. Nel corso delle audizioni sono emersi anche aspetti che riguardano la politica. Alcuni dipendenti di una cooperativa avrebbero segnalato all’ex sindaco che qualcosa non tornava nella gestione degli asili, ma nessuno aveva verificato». —
Sabrina Chiellini
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