Il Tirreno

Pontedera

operazione della Guardia di Finanza 

Capi firmati ma taroccati, sette denunce

Azienda tessile e due artigiani rifornivano una catena di negozi, tra cui uno a Pontedera. Sequestrati oltre 15.000 prodotti

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PONTEDERA. Tutto è cominciato quando un finanziere si è avvicinato alla vetrina di un piccolo negozio di Pontedera e ha visto in mostra alcuni modelli di orecchini così ben fatti che sembravano uguali a quelli prodotti da Chanel. È arrivato così l’input alle indagini da parte della Guardia di Finanza del comando provinciale di Pisa e della compagnia di Pontedera.

Durante il successivo controllo le Fiamme Gialle hanno scoperto che tra la merce esposta c’erano anche orecchini, borse e abbigliamento contraffatti riportanti i loghi delle note case di moda Chanel, Gucci, Ysl, Louis Vuitton e Fendi. Capi che la commerciante vendeva regolarmente rilasciando scontrini.

I militari, così hanno spiegato ora che i sequestri sono stati portati a termine e che l’indagine (denominata “Carlino”) è chiusa, sono partiti da questo negozio e dall’esame della documentazione contabile ed extra contabile per poi riuscire ad individuare due laboratori artigianali, rispettivamente a Pistoia (qui c’era il laboratorio di un artigiano che disegnava e produceva orecchini Chanel) e a Ferrara, un negozio di vendita all’ingrosso a Firenze e un’impresa tessile, a Reggio Emilia, primo anello della catena della produzione del falso.

L’aver individuato l’azienda capofila ha permesso alla Finanza di essere più incisiva nella lotta alla contraffazione e contro i reati commessi dalla società emiliana.

Le perquisizioni nei laboratori dei due artigiani, che disegnavano e creavano i modelli di orecchini e altri articoli di bigiotteria riportanti i marchi di Chanel e Louis Vuitton, hanno permesso di sequestrare, oltre ai prodotti falsi, un computer, agende e appunti, le cui analisi sono servite a ricostruire il giro d’affari illecito e a proseguire in modo efficace le indagini.

In questa operazione, le Fiamme Gialle pontederesi sono riuscite a ricostruire l’intera catena della produzione, cosa che non sempre avviene. Infatti, non solo sono stati individuati il deposito e i laboratori artigianali, ma anche il primo anello della filiera: una storica azienda tessile, che produceva parte dei capi sequestrati.

Per accertare la falsità dei prodotti, sono state necessarie accurate perizie a testimonianza dell’alta qualità della merce e dell’elevato livello organizzativo dei soggetti coinvolti nella frode.

Sequestrati anche campionari di vecchie produzioni e quelli della prossima stagione estiva, per la quale la produzione dei capi contraffatti sarebbe stata avviata a breve.

Complessivamente, le attività hanno permesso di sequestrare oltre 15.000 capi contraffatti, circa 100 tra attrezzi da lavoro ed utensili, chiudere due laboratori e individuare le aziende e le ditte che producevano e commercializzavano i prodotti, nonché di denunciare alle Procure della Repubblica competenti sette persone ritenute responsabili, anche se con ruoli diversi, di contraffazione dei marchi e commercio di prodotti con segni falsi. —

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