Il Tirreno

Pontedera

dopo le primarie 

Il podista Franconi è solo all’inizio «Sta per partire la mia maratona»

Andreas Quirici
Il podista Franconi è solo all’inizio «Sta per partire la mia maratona»

Il candidato del centrosinistra e la corsa verso le urne “vere” «Andrò incontro ai cittadini, non li aspetterò in ufficio»

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PONTEDERA. «La prima maratona ti entra dentro e subito dopo cominci a pensare a quella successiva a cui parteciperai».

Matteo Franconi si gode la netta vittoria alle primarie per la candidatura a sindaco del centrosinistra su Eugenio Leone, ma pensa già a quello che l’aspetta da qui alla tarda primavera. Una maratona, appunto, «che devi preparare bene e gestire ancora meglio, tenendo un ritmo alto e costante. Sapendo, però, che gli ultimi sette o otto chilometri corri più con la testa che col fisico». Una lunga corsa verso le urne da cui uscirà il successore dell’attuale sindaco Simone Millozzi, con il quale Franconi ha diviso dieci anni di vita amministrativa, facendo per due mandati l’assessore.

Prima le deleghe a sport, sociale e ambiente. Poi quella ai lavori pubblici, mantenendo lo sport e l’ambiente. Una storia di amministratore, quella del candidato a sindaco per il centrosinistra pontederese, che comincia però ancora prima di entrare a Palazzo Stefanelli. «Ho iniziato alla Uisp – racconta –. Presidente della sezione calcio, poi della Uisp territoriale e infine presidente della Uisp regionale. Quando mi sono ritrovato a gestire la Uisp territoriale ho capito l’importanza della Valdera come una zona unica, in cui ogni paese o frazione ha una sua peculiarità che rappresenta un’immensa risorsa per tutti. Vista da fuori, per esempio, la vittoria del campionato amatori del Lajatico può essere un fatto abbastanza relativo. Ma se si vive da dentro, si capisce che si tratta di un evento così grande da far fare festa a tutto il paese. Lavorare nell’ambito sportivo, prima alla Uisp e poi da assessore, mi ha portato a diretto contatto con le persone, insegnandomi a capire bene le loro necessità, prima di agire e cercare soluzioni ai problemi che mi venivano sottoposti».

Una passione, quella per lo sport, che Franconi ha maturato fin da giovanissimo. «Andavo in moto per le campagne e i boschi di Pontedera. Poi mi sono appassionato di corse di rally e sono diventato navigatore. Mi sono però reso conto che non era possibile continuare a fare questo senza essere concentrato o dovendo stare al telefono per i problemi di mia competenza in Comune. E ho deciso di cambiare».

Cinque anni fa Franconi ha così deciso che il podismo sarebbe stato il suo nuovo grande amore. E ha cominciato a correre. La prima maratona a Roma, poi Firenze e l’Isola d’Elba. «Fino a Milano l’anno scorso – riprende – quando mi sono infortunato e ho terminato la corsa camminando. Perché da una maratona non ci si ritira. Ora che è finito il percorso delle primarie riprenderò ad allenarmi. E, sinceramente, non vedo l’ora».

Anche perché servirà essere in forma per quella che considera «una maratona elettorale, con compagni di viaggio che come me vorranno arrivare fino in fondo. Ci sarà da correre e studiare bene le mosse. Ma l’obiettivo è comunque tagliare il traguardo. Che, nel nostro caso, significa vincere».

Un obiettivo ambizioso a cui l’assessore ambisce basandosi su un aspetto non marginale della carriera politica fin qui maturata. «Sono uno abituato a vedere di persona le varie situazioni e a cercare di risolvere i problemi – racconta –. In questi anni mi sono appassionato anche di protezione civile. Nell’emergenza occorre conoscere bene il territorio e affrontare le criticità mettendosi l’impermeabile e recandosi sul posto. Una gran bella palestra per chi, come me, aspira a essere il sindaco di una città che non vuole altro che essere ascoltata».

E che è anche pronta a giudicare in maniera impietosa, viene da aggiungere. «Ma questo fa parte del ruolo di un amministratore – risponde Matteo Franconi –. È come la notte prima dell’esame. Pensi di aver studiato e di essere preparato. Ma sai che qualcuno ti darà un voto. Questo mette ansia, ma al tempo stesso è il bello di amministrare. L’importante è andare incontro ai cittadini e ai loro bisogni, senza aspettare che bussino alla porta del tuo ufficio». —

Andreas Quirici

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