Il Tirreno

Pontedera

L’ira dei familiari dell’uomo ferito: «Per il responsabile ci vuole del carcere»

Sabrina Chiellini

Al pronto soccorso scoppia la rabbia contro l’automobilista autore del furioso raid contro il circolo Arci di Ponticelli

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SANTA MARIA A MONTE. «Deve stare in carcere uno che si comporta in questo modo. Non c’è altro da dire o da fare».

Sono molto preoccupati i familiari dell’uomo di 55 anni che è stato investito dal Suv a Ponticelli ed è finito all’ospedale con gravi lesioni. Si sono precipitati al pronto soccorso dell’ospedale Lotti appena sono stati informati dell’incidente al loro familiare. I due figli, un giovane e la sorella, non trattengono la rabbia. «Queste situazioni non devono succedere, sanno tutti a Santa Maria a Monte che chi ha investito nostro padre aveva bevuto e che crea sempre problemi».

Al pronto soccorso sono arrivati anche i carabinieri, sia della compagnia di San Miniato che di Pontedera, in quanto l’investitore, Florian Merdita, 44 anni, albanese, era in stato di forte agitazione. E al tempo stesso si temeva la reazione dei parenti, anche loro albanesi, dell’uomo rimasto ferito, quando l’automobilista ha cercato di entrare nel circolo Arci con l’auto e ha sfondato la porta. «Lo abbiamo visto prendere la mira più di una volta, ha colpito la porta e anche quell’uomo almeno due volte, lo ha salvato un connazionale gridando “Scappa, scappa”» , racconta uno degli avventori, sentito anche dai carabinieri.

Fino a poco prima nel circolo si respirava la classica aria della domenica pomeriggio, con la tv accesa sul calcio e le solite partitelle a carte tra amici. All’improvviso Florian ha cominciato a litigare con il gestore del circolo, anche lui albanese, Kujtim Kazazi. Il cliente non voleva pagare e la discussione ha innescato una reazione imprevedibile. «Stavo guardando la partita alla tv – racconta Giuseppe Renzoni, consigliere del circolo Arci – quando abbiamo sentito i colpi dell’auto lanciata contro la porta. Ci siamo spaventati, è successo tutto in pochi minuti. Ora i due uomini, il ferito e l’investitore, sono all’ospedale. L’uomo investito è stato subito soccorso, lo abbiamo fatto sdraiare, era cosciente. Ad un certo punto ho sentito urlare, ho capito che bisognava scappare al più presto, non era una bella situazione. Speriamo solo che dopo questa brutta storia non facciano chiudere il circolo».

Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco di Castelfranco di Sotto per mettere in sicurezza la macchina, un Suv, che poi è stata sequestrata, e la vetrata mandata in frantumi, insieme alle inferriate che sono state divelte. «Ci siamo spaventati e non poco – aggiunge Artur Xyke –. L’automobilista ha cercato di entrare nel bar con la vettura, ha colpito la porta e l’uomo che era sulla porta all’ingresso è stato colpito ed è rimasto ferito». È stato un altro cliente, poi sentito a lungo dai carabinieri di Santa Maria a Monte, a salvare la vita all’albanese poi rimasto a terra, trascinandolo per un braccio prima che l’auto lo colpisse di nuovo.

Grande spavento anche per la barista, Jessica, che era al lavoro quando il circolo è diventato teatro di una scena da far west, nel fuggi-fuggi generale. «Mi hanno informata le guardie giurate che l’allarme del circolo era entrato in funzione – dice Silvana, la moglie del gestore –. Ho chiamato i carabinieri, ma erano già stati informati della lite e quando sono arrivata ho trovato i danneggiamenti e i soccorritori». Oltre alla porta divelta e alla persona mandata all’ospedale, l’albanese protagonista del movimentato pomeriggio ha rotto alcune fioriere e danneggiato e un’auto che ha colpito mentre procedeva in retromarcia. Poi è stato bloccato e caricato sull’ambulanza. In serata il fermo da parte dei carabinieri. –

Sabrina Chiellini

Servizio a pag. 9



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