Il Tirreno

Pontedera

Il caso Remaggi 

Revocata in autotutela la selezione per scegliere il nuovo direttore

S. C.

È stata una decisione sofferta quella del cda, che alla fine ha seguito le indicazioni del Comune sulle numerose anomalie

3 MINUTI DI LETTURA





CASCINA. Alla fine il consiglio d’amministrazione del centro per anziani “Matteo Remaggi” ha deliberato di annullare in autotutela la selezione per il conferimento dell’incarico di direttore generale della struttura. Le molteplici anomalie riscontrate nella gestione del concorso hanno indotto gli amministratori, consigliati anche dal Comune, a fare un passo indietro e a rivedere la decisione di affidare il posto ad una delle concorrenti che non risultava nell’elenco dei quattro candidati ammessi alla fase degli orali. Una storia che ha dell’incredibile e che è il risultato di rapporti non proprio idilliaci tra il presidente del cda e uno dei consiglieri, che fin dal suo insediamento avrebbe avuto difficoltà nel relazionarsi all’interno della struttura. Le ripetute ingerenze del consiglio nel lavoro dell’ex direttore generale, specialmente nella fase iniziale dell’incarico, si sarebbero fatte sempre più sentire, tant’è che poi l’ex direttore ha rassegnato le dimissioni. Dopo una lunga fase di gestazione il cda aveva iniziato l’iter per nominare un altro direttore generale. E anche questa volta, così come era successo appena gli amministratori si erano insediati, la selezione è stata annullata.

Tutto perché è stata seguita una procedura poco lineare per arrivare all’assegnazione dell’incarico. Undici le domande presentate, quattro i candidati ammessi alla prova orale. Ma con un effetto a sorpresa, il cda aveva deciso - non senza diatribe interne - di convocare all’orale tutti i candidati. E poi, altro colpo di scena, a vincere la selezione e dunque il posto di lavoro era stata una delle candidate con non facevano parte dei primi quattro ammessi alla fase del colloquio.

Non soddisfatti di questo pasticcio, a quel punto gli amministratori hanno “congelato” il risultato. E non hanno mai fatto firmare il contratto di lavoro alla professionista che pure si è aggiudicata la selezione. Come era prevedibile, uno degli esclusi ha richiesto l’accesso agli atti e ha chiesto i danni, mettendo in evidenza tutte le anomalie del concorso. Tra l’altro la procedura ha messo in difficoltà la stessa vincitrice, rimasta in attesa del lavoro per oltre due mesi. Fino a quando il Comune ha messo gli occhi sull’operato del cda dell’azienda partecipata e gli ha scritto chiedendo una serie di chiarimenti. Anche la politica, le opposizioni, si sono messe in moto e le anomalie, se così si possono chiamare, sono diventate di evidenza pubblica. Chi si aspettava che gli amministratori della casa di riposo avrebbero mollato la presa è rimasto deluso. Prima di annullare il concorso sono andati a chiedere un parere ad un legale. Ma alla fine hanno dovuto alzare bandiera bianca.

La selezione è da ripetere, nell’ottica di una maggiore trasparenza e nella speranza che chi ha seguito procedure anomale questa volta ne segua altre nel rispetto della normativa. –S. C.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web