Sicurezza
La banda del buco rapina una banca
Il colpo all’ora di pranzo, nella notte i malviventi avevano aperto un foro nella parete di un palazzo confinante
CASCINA. Prima il buco nel muro e poi la rapina in banca. Hanno lavorato per tutta la notte indisturbati, dopo avere compiuto sicuramente una serie di sopralluoghi per mettere a punto il piano. Sapevano che nell’ingresso di un palazzo, al momento disabitato, c’era una parete confinante con un locale adibito ad archivio della banca Unicredit, agenzia di Cascina, lungo la Tosco Romagnola. Di notte, senza farsi notare e sentire, hanno quindi aperto un foro nella parete da cui, al momento opportuno, sono riusciti a entrare nella banca per mettere a segno la rapina. Sembra che nella mattinata i tre uomini fossero stati visti, ma sono stati scambiati per muratori.
Una rapina da professionisti, studiata nei dettagli e che ha portato nelle tasche di tre malviventi, apparentemente disarmati, tra i 30 e i 40mila euro. «Abbiamo sentito un colpo e poi sono entrati due uomini incappucciati», è il racconto delle tre dipendenti della banca che si sono trovate faccia a faccia con i rapinatori. Secondo i carabinieri, che si occupano delle indagini, la banda aveva aperto il buco nel muro, ma non completamente, lasciando una parte in muratura, forse solo l’intonaco, o coprendo il buco con un materiale che non si faceva notare.
Alle 12,45 quando una delle dipendenti ha iniziato le operazioni per caricare con i contanti lo sportello bancomat, in vista della chiusura del fine settimana, i malviventi sono entrati sulla scena dell’ufficio bancario. All’esterno avevano un complice che faceva da palo e che ha segnalato il momento giusto per fare il rapido blitz e prendere tra i 30 e i 40mila euro che stavano per essere messi all’interno del bancomat.
A quel punto i due banditi, già entrati nell’atrio del palazzo, hanno colpito e insieme a loro nella banca è arrivato il terrore. Anche perché uno degli banditi dava segni di grande agitazione.
Panico per una delle tre dipendenti, Ilaria Da Prato - c’era anche la direttrice, Michela Caponi - che è stata strattonata e poi immobilizzata da uno dei rapinatori per strapparle i soldi dalla cassa del bancomat.
Da quanto è stato spiegato, gli autori della rapina non erano armati, indossavano guanti ed erano incappucciati. «Abbiamo avuto paura», hanno poi detto le tre impiegate a carabinieri e polizia intervenuti dopo l’allarme.
Presi i soldi, i rapinatori sono tornati verso i bagni e la stanza dove avevano aperto il buco nella parete e si sono dileguati, dopo avere minacciato le bancarie e averle chiuse in un ufficio: «Non chiamate nessuno». Sono stati due clienti a dare l’allarme quando sono andati a fare un prelievo al bancomat e hanno sentito le grida delle donne che speravano che qualcuno potesse sentirle e aiutarle. «Un cliente è entrato nel bar e mi ha detto di dare l’allarme – racconta Francesca Pojana, che lavora nel locale di fronte alla banca – Era stato mandato da noi da una delle dipendenti della banca, sa che conosciamo il personale della sicurezza e ci ha chiesto aiuto».
Sul posto sia la polizia di Pontedera che i carabinieri di Cascina e della compagnia di Pontedera che procedono con le indagini.
I tre uomini sono stati visti allontanarsi a piedi e poi salire su un’auto che è stata segnalata ai carabinieri per le indagini. I militari sono rimasti a lungo nella banca per sentire le testimonianze delle tre impiegate e raccogliere elementi utili alle indagini. Saranno anche esaminate le immagini delle telecamere della banca.
«Che spavento, non sapevamo come reagire», si sfoga con l’amica barista una delle dipendenti mentre esce un istante dalla banca per allentare la tensione.
La filiale si trova vicino a negozi e uffici. Ma l’edificio confinante, appartamenti un tempo utilizzati come uffici, oggi è una delle tante scatole vuote prodotte dalla crisi. —
Sabrina Chiellini
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