Gioco
«Finanziamenti europei per riqualificare spazi abbandonati in città»
Eugenio Leone, 50 anni, ingegnere, consigliere comunale uscente, è il candidato dello schieramento civico “Pontedera in Comune”
Eugenio Leone, classe 1968, ingegnere, dal 2014 capogruppo consiliare degli “Arancioni per Pontedera”, è il candidato dello schieramento civico “Pontedera in Comune” alle primarie del centrosinistra. Lavora come responsabile commerciale di un’azienda informatica. Mai iscritto a partiti, ha fondato il suo percorso politico sullo stare tra la gente. Impegnato nel sociale, è presidente della filarmonica “Volere è Potere” e membro del direttivo dell’Associazione Nazionale Città dei Motori, nonché organizzatore di manifestazioni legate alla Vespa.
Leone, quale è la sua idea di città da un punto di vista urbanistico?
«Serve un nuovo piano urbanistico ecosostenibile che sostenga l’edilizia e il lavoro. Il piano delle opere pubbliche deve partire dalla ricerca di finanziamenti europei per riqualificare gli spazi abbandonati. Dobbiamo trasformare il villaggio scolastico in Campus aperto, l’ex Ipsia in spazio per valorizzare l’identità di Pontedera unendo la “Città dei motori” con l’enogastronomia e l’arte. Occorre il rifacimento del palazzetto dello sport. Vanno incentivate le ristrutturazioni con sgravi degli oneri per aiutare la piccola edilizia e gli artigiani, facendo ripartire l’economia e migliorando il decoro dei quartieri. Fondamentale il controllo rigoroso, da parte del Comune, della gestione degli appalti in modo che le opere vengano concluse in tempi rapidi».
Il quartiere stazione è una nota dolente in città. Cosa propone?
«Parlare del quartiere stazione significa esprimere i concetti base che fondano il nostro programma: identità cittadina, decoro urbano, regole condivise e dialogo aperto. Un grande progetto di innovazione sociale basato su tre assi: decoro con investimenti nella ristrutturazione dei luoghi pubblici legati alla mobilità sostenibile; presidio e controllo delle forze dell’ordine anche in borghese per evitare reati, soprusi, sopraffazioni e comportamenti incivili da parte di tutti; mediazioni linguistico-culturali che portano alla mutua conoscenza e al confronto sul tema dei pari diritti e doveri: la condizione della donna, l’aiuto reciproco per isolare chi delinque, l’integrazione tra le varie comunità straniere e non solo con gli italiani».
Veniamo all’economia: su quali settori bisogna puntare?
«Il lavoro e lo sviluppo economico sono il cuore pulsante del programma. Il futuro di Pontedera passa attraverso la nuova industria metalmeccanica, che nel prossimo decennio si chiama “robotica”, e nella migliore relazione tra ricerca, imprese grandi e piccole per fare sistema. È necessaria la rapida rigenerazione del Dente Piaggio per farlo diventare asse della cultura e dell’innovazione. Il commercio va messo in relazione con la cultura e il turismo coordinati da un unico assessorato alla promozione di Pontedera programmando eventi, coinvolgendo le associazioni e valorizzando la relazione con Museo Piaggio e Palp».
Quale ricetta per migliorare l’apparato amministrativo?
«Dobbiamo ripartire da una revisione delle deleghe degli assessorati così da creare migliore omogeneità e incisività. Occorre riformare la struttura della macchina comunale, valorizzando le persone e organizzandola per progetti e non per funzioni, responsabilizzando tutti sugli obiettivi. Serve una struttura per la ricerca di finanziamenti regionali, nazionali ed europei. È necessaria la digitalizzazione delle procedure così da usare bene le tecnologie per accedere ai servizi e dare la possibilità ai cittadini di esprimere una valutazione e di dare anche suggerimenti». –
L. D.
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