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Geotermia, ecco la legge regionale che unisce ambiente e sviluppo

Delegazioni straniere in visita agli impianti di Enel Green Power
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Delegazioni straniere in visita agli impianti di Enel Green Power

Introdotti alcuni prerequisiti per l’autorizzazione di nuovi impianti che sfruttano il calore della terra 

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POMARANCE. Coniugare rispetto del territorio e sviluppo economico, valorizzazione della risorsa geotermica e corretto inserimento ambientale. È lo scopo delle nuove Disposizioni in materia di geotermia, licenziate mercoledì 30 gennaio dal Consiglio regionale, che vanno a disciplinare le modalità di assegnazione delle concessioni di coltivazione o autorizzazione di impianti, nonché le modalità di impiego delle risorse che derivano dall’attività. Si introducono, ai fini dell’autorizzazione di nuovi impianti, alcuni prerequisiti che vengono incontro a tutte queste esigenze. Per quanto riguarda la mitigazione ambientale, vengono richieste le migliori tecnologie e modalità di gestione disponibili, l’implementazione di un sistema di monitoraggio della qualità dell’aria e del funzionamento degli impianti, il corretto inserimento paesaggistico di questi ultimi nei territori; per quanto riguarda invece lo sviluppo economico, la presentazione di progetti che abbiano positive ricadute sociali e occupazionali. Si punta, inoltre, a garantire la massima utilizzazione possibile dell’energia residua, assicurandone l’impiego di almeno il 50 per cento di quanta prodotta annualmente, nonché dell’anidride carbonica emessa, in una percentuale pari ad almeno il 10 per cento. . A illustrare il provvedimento in aula è stato Stefano Baccelli, presidente commissione Ambiente e territorio in Consiglio regionale: «Una normativa che va a regolamentare una peculiarità della nostra regione, pertanto costruita a misura di Toscana, in coerenza con le sue bellezze, le sue specificità ambientali, le esigenze delle comunità».

«Vengono fissati nero su bianco dei paletti che andranno a regolamentare l’attività – prosegue Baccelli – Nella presentazione dei progetti viene richiesto l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, per limitare le ore di non funzionamento degli impianti a non più del 2 per cento delle ore annue, comprendendo anche le frazioni di ora. Viene inserito un meccanismo di monitoraggio continuo delle emissioni in atmosfera e la possibilità di una verifica in tempo reale da parte della regione, così come meccanismi di controllo della riduzione di gas inquinanti. Da sottolineare, inoltre, una assoluta novità di questa nuova disciplina, la possibilità da parte della Regione di revocare le concessioni in caso di inottemperanza del soggetto gestore agli impegni presi. Ma quando parliamo di sviluppo sostenibile, intendiamo non solo la sostenibilità ambientale ma anche quella sociale: da lì la prescrizione di vincolare la concessione di autorizzazioni alla presentazione di iniziative volte all’impiego dell’energia termica residua, nell’ottica di produrre economia circolare, e di progetti diretti a creare indotto e nuova e buona occupazione, da interventi di teleriscaldamento a startup innovative». «Su questo frangente – conclude Baccelli – fondamentale è la nuova governance enti locali-Regione e le ulteriori risorse economiche destinate al Cosvig (Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche) che beneficerà non solo dei contributi percepiti dai Comuni coinvolti ma anche e stabilmente dei canoni riscossi dalla Regione».

 

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