Il dolore
L’ipotesi del cortocircuito
I pompieri, i tecnici di Apes e quelli dell’azienda del gas sono rimasti a lungo nel palazzo Due alloggi del tutto inagibili Uno è stato sequestrato
SANTA CROCE SULL’ARNO. Sull’incendio è stata aperta un’indagine. I vigili del fuoco sono rimasti a lungo, con i tecnici di Apes e dell’azienda del gas, nel palazzo interessato dal rogo.
Il sopralluogo è servito anche a capire la gravità dei danni causati dal calore e dalle fiamme. L’appartamento da cui è partito il fuoco e l’alloggio al piano superiore sono quelli maggiormente danneggiati e che non sono agibili. Un appartamento è stato messo sotto sequestro in quanto dovrà essere oggetto di nuovi accertamenti. Le altre abitazioni sono state dichiarate parzialmente inagibili per problemi dovuti al fumo e ad altre conseguenze del rogo.
Le operazioni di spegnimento vere e proprie si sono protratte per oltre un’ora. Da quel momento i vigili del fuoco stanno cercando di capire come si sia sviluppato il rogo e hanno seguito anche le fasi di smassamento dei rifiuti e dei detriti dell’incendio.
L’ipotesi più probabile finora è quella del cortocircuito. Un problema elettrico partito da alcune prese che si trovano sul terrazzo dell’appartamento al primo piano del palazzo. Ma le successive verifiche, con l’intervento anche di periti, aiuteranno a capire se il fuoco è partito dal terrazzo o da una stanza che confinante con la cucina. L’inquilina ha raccontato che, mentre stava per aprire la porta finestra del terrazzo della cucina, i vetri le sono esplosi in faccia dall’esterno verso l’interno. Questo dettaglio farebbe pensare che il cortocircuito possa avere innescato la combustione sul terrazzo, che poi ha fatto esplodere i contatori del gas, il cui rumore è stato scambiato con quello di colpi di pistola (tra l’altro in una abitazione c’era un fucile da caccia che è stato recuperato nella mattina di ieri e messo in sicurezza). Quando i vigili del fuoco sono arrivati sul posto, dal terrazzo si sprigionava una grande fiamma blu, quella del gas che bruciava in seguito ad una esplosione.
È questa una prima ricostruzione di quello che è accaduto, saranno poi fatti nuovi sopralluoghi per cercare cause e anche eventuali responsabilità. In seguito all’incendio anche l’ascensore del palazzo è rimasto bloccato e i danni sono piuttosto ingenti, oltre ai disagi che ci saranno per le famiglie costrette a cercare ospitalità da amici e parenti.
Oltre ai danneggiamenti subito riscontrati negli alloggi interessati dal fuoco – il calore ha compromesso anche il solaio di quello al secondo piano – non mancano problemi nel resto del palazzo: il vano delle scale è stato invaso dal fumo che ha annerito le pareti. Al momento – così è stato spiegato dal Comune nel pomeriggio di ieri – è difficile stabilire quando le persone potranno rientrare in casa. –
S. C.
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