Il Tirreno

Pontedera

scuola e proteste 

Carabinieri nel liceo occupato I docenti: un fatto gravissimo

S. C.

Al Pesenti sono stati identificati alcuni studenti, i prof criticano l’intervento I Cobas hanno parole di condanna: «Chieste le generalità anche ai docenti»

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CASCINA. L’ondata di occupazioni che ha interessato le scuole pisane è arrivata anche a Cascina. Studenti e insegnanti hanno fatto fronte comune per protestare contro alcune carenze strutturali dell’istituto e l’inerzia della Provincia che non è mai intervenuta per la manutenzione dell’auditorium oltre che per l’organizzazione dell’esame di Stato.

I carabinieri, prima del suono della campanella e perché era scattato l’allarme antifurto nell’edificio, sono intervenuti e hanno identificato uno degli studenti, considerato uno dei promotori principali della protesta. Un intervento di routine, hanno spiegato i militari. Ma per i Cobas scuola Pisa e Livorno e la professoressa Carlotta Cini, che ha firmato la nota, a Cascina è successo qualcosa di diverso dalle altre scuole. E il sindacato ne fa una questione politica.

«A differenza di quanto accaduto nelle scuole di Pisa e di Livorno, al Pesenti di Cascina la prima giornata di protesta ha visto l’immediata irruzione delle forze dell’ordine. Gli studenti, una volta all’interno dell’edificio, stavano decidendo con quale modalità portare avanti le loro rivendicazioni. Le forze dell’ordine non solo hanno iniziato a chiedere le generalità degli studenti presenti all’interno della scuola, ma sono arrivate a prendere di peso uno studente che non stava facendo assolutamente nulla dicendogli che l’avrebbero portato in caserma», scrive l’insegnante che firma la nota per conto del sindacato.

«Alcune docenti si sono opposte e il ragazzo è stato rilasciato; ma per tutta risposta sono state chieste le generalità anche ad alcuni docenti», così è stato detto.

«Riteniamo quanto accaduto oggi di una gravità inaudita: una deriva allarmante da Stato autoritario. La scuola è un luogo in cui docenti e studenti discutono e si confrontano in modo civile. A scuola i docenti, nell’esercizio delle loro funzioni, non possono e non devono essere scavalcati dalle forze dell’ordine, il cui intervento ha avuto il solo risultato di creare una situazione di confusione e insicurezza, laddove non esisteva alcuna fonte di pericolo». I Cobas condannano qualsiasi forma di intimidazione nei confronti di studenti e docenti.

«L’intervento delle forze dell’ordine all’Istituto Pesenti è ingiustificabile perché privo di reali motivazioni e condotto con modalità assolutamente sproporzionate e fuori luogo in un ambiente scolastico. Vogliamo sperare che le forze dell’ordine si guardino bene dal replicare interventi di questo tipo nei confronti degli studenti e dei docenti», si legge ancora nella nota.

Anche i docenti, riuniti in assemblea, criticano l’intervento dei carabinieri. «A seguito dell’interruzione didattica dovuta all’assemblea permanente e successiva occupazione, proclamata dagli studenti dell’Iiss “Pesenti”, anche noi docenti ci siamo riuniti in una nostra assemblea per prendere posizione rispetto al documento fornitoci dagli alunni contenente le loro motivazioni. Ci preme stigmatizzare il comportamento delle forze dell’ordine che, con tono non consono ad una comunità scolastica, hanno prelevato uno studente, già precedentemente identificato, che non stava commettendo alcun atto provocatorio. Riteniamo che questo episodio sia di una gravità inaudita», dicono i docenti del Pesenti. –

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