Gioco
Massaggi hard sulle atlete minorenni Sette ragazzine accusano un insegnante
Cinque sono state già sentite da giudice, pm e avvocati. Il docente per un periodo è stato sospeso dalla cattedra
PONTEDERA. Lo accusano in sette. Amiche e compagne di squadra.
Una si è fatta avanti denunciando quelli che, a suo dire, erano stati massaggi un po’ troppo spinti. Le altre sono arrivate dopo, aggiungendo testimonianze e sensazioni che alla fine sono andate a formare un fascicolo di indagine con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di un insegnante della provincia. È anche il coach di una squadra di una società della provincia pisana di cui non riveliamo la disciplina sportiva per non rendere riconoscibile le minorenni coinvolte in questa brutta storia come parti offese.
L’indagato, oltre a insegnare e allenare e anche un esperto massaggiatore sportivo. È nel contesto sportivo che sarebbero avvenuti gli episodi che, come effetto collaterale dopo la denuncia delle ragazze, hanno portato il docente a dover subire anche una sospensione dal lavoro.
La storia è delicata e avara di dettagli come lo sono tutte le vicende in cui la Procura indaga su un’ipotesi di reato così grave e quando di mezzo ci sono dei minori. I fatti sono le denunce delle ragazzine di 15 e 16 anni e il provvedimento disciplinare a carico dell’insegnante che sostiene la correttezza dei suoi massaggi, richieste dalle atlete alle prese con contratture e problemi di postura.
L’uomo da anni fa il tecnico di squadre femminili e anche il massaggiatore e non aveva mai avuto rilievi tali da sconfinare in una contestazione di violenza sessuale.
Accusa e difesa, con i legali delle persone offese, si sono confrontati nel corso di un incidente probatorio in Tribunale in cui le dichiarazioni di cinque ragazze sono state messe e verbale. Hanno risposto alle domande del pm Flavia Alemi e alle richieste di precisazione del gip Giulio Cesare Cipolletta e del legale dell’indagato. Presenti in aula gli avvocati delle ragazzine e i loro genitori. Per quasi quattro ore le adolescenti si sono avvicendate nei rispettivi racconti.
Rispetto alle denunce le deposizioni hanno avuto la funzione di anticipare e formare le prove processuali. Nel caso in cui il professore dovesse essere rinviato a giudizio le ragazze potrebbero non dover tornare in aula perché le loro testimonianze sono già agli atti. Quello che dovevano e volevano dire lo hanno riferito come fossero già in dibattimento. Le adolescenti sono allenate dal tecnico. Poteva capitare che avessero dei problemi muscolari. E allora il coach diventava anche massaggiatore. È successo che una delle sette atlete in una delle sedute abbia avvertito la sensazione di mani più licenziose che terapeutiche. Massaggi al petto o alla spalla con spostamento della biancheria intima con i polpastrelli scivolati dove non avrebbero dovuto.
La ragazza si confida ai genitori e ne parla con le amiche. E dopo la sua denuncia seguono quelle delle altre ragazze. In aula dovranno essere sentite altre due studentesse in un’indagine che ancora non è chiusa.
—
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google