Gioco
Legali non pagati dal ministero per centinaia di migliaia di euro
ignorate notule per gratuito patrocinio e difese d’ufficio
PISA. Ci sono avvocati che hanno un credito anche di 50mila euro. Soldi su cui hanno pure pagato le tasse. Importi fatturati che gonfiano l’imponibile anche se poi il creditore fa finta di niente come il più sordo dei mercanti. Ed è un creditore che dovrebbe dare l’esempio su puntualità e rispetto delle regole, il ministero della Giustizia.
Ammontano a centinaia di migliaia di euro i crediti non riscossi da parte dei legali pisani. Professionisti che aspettano da tre, quattro anni e anche di più per ottenere gli onorari per aver svolto difese d’ufficio e assistito clienti ammessi al gratuito patrocinio.
Una situazione che, al di là del compenso legittimo non liquidato, è anche fonte di mortificazione per gli avvocati. Con una novità ancora più irritante: lo stop del pagamento delle fatture da parte del ministero. Una decisione che ha spinto il presidente dell’Ordine degli avvocati, Alberto Marchesi a scrivere alla presidente della Corte d’Appello di Firenze, Margherita Cassano in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario che si è tenuta ieri.
«Questo consiglio ha appreso, in assenza di formale comunicazione da parte dell’ufficio, l’avvenuta cessazione del pagamento delle fatture già emesse dagli aavvocati – scrive il presidente Marchesi –. Si tratta di prestazioni professionali già esaurite da molto tempo ed espletate nell’interesse di fasce più deboli e svantaggiate della popolazione. Nel riconoscere agli avvocati interessati l’alto valore sociale della funzione espletata con professionalità e senso del dovere, non riteniamo giusto che si trovino a essere penalizzati da questo stato di cose che, purtroppo, sembra essere diventato regola inaccettabile».
La lettera si chiude invocando un intervento della presidente Cassano «presso le autorità preposte affinché la situazione possa trovare un rapido e soddisfacente componimento». —
P.B.
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