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Pontedera

La ricerca di un direttore al Remaggi 

L’attività è quasi bloccata ma il Cda non rivede il suo piano

S.C.
L’attività è quasi bloccata ma il Cda non rivede il suo piano

Al momento il presidente e il consiglio della casa di riposo non sembrano intenzionati ad annullare la selezione come invece è stato suggerito dal Comune

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CASCINA. La situazione che si è venuta a creare nella casa di riposo “Remaggi” a San Lorenzo alle Corti è paradossale. Da una parte il Cda si è intromesso nel lavoro della commissione che era stata costituita per seguire le varie fasi della selezione per scegliere il nuovo direttore generale della struttura.

Ha deciso che a vincere la selezione doveva essere una delle candidate che la commissione non aveva ammesso all’orale. Poi si è fermato e non ha mai chiamato la professionista che aveva vinto la selezione stessa a firmare il contratto di lavoro, creandole un problema. Infine, si sta impegnando a capire cosa deve per “resistere” di fronte alla richiesta danni che è stata presentata da uno dei candidati esclusi. E pur in presenza di una richiesta che è stata inviata al Cda dal Comune, visto che si tratta di un’azienda pubblica, presidente e amministratori si stanno arroccandolo sulle loro posizioni. E anche se dagli amministratori comunali cascinesi hanno ricevuto la richiesta di annullare in autotutela la selezione, considerate le incongruenze che sono venute alla luce e l’accesso agli atti fatto da uno degli esclusi che ora chiede i danni all’istituto. Su questa vicenda i Socialisti hanno chiesto agli uffici comunali e al segretario generale di occuparsi della selezio per capire cosa è successo. «Ci sono una serie di anomalie nella procedura – dice il consigliere Fabio Poli – Non è stata fatta da parte degli uffici un'istruttoria preliminare sulle domande ricevute, necessaria per valutare l'ammissione o meno degli stessi, andando a sanare i vizi sanabili ed escludendo le domande con vizi insanabili. Ad esempio le domande di due candidati non dichiarano i requisiti previsti dall'articolo 4 del bando. La domanda di un altro non poteva essere accettata per incompatibilità con il suo incarico di consigliere comunale. Anzi, in materia di anticorruzione è l'interessato che deve presentare una dichiarazione, sotto la propria responsabilità personale, della mancanza dei motivi in inconferibilità e incompatibilità, come previsto dal D.lgs 39/2013. Una sorta di istruttoria sulle domande è stata fatta solo il 20 dicembre prima del colloquio con il consiglio d’amministrazione». E ancora: «Il consiglio d’amministrazione nel verbale del 12 dicembre esprime pareri sull'istruttoria fatta dalla commissione e decide, avvalendosi della facoltà prevista dall'articolo 7 del bando, di convocare tutti coloro che hanno fatto domanda anche se esclusi dal colloquio con la commissione. Il bando però parla di "ulteriore colloquio", quindi dovevano essere convocati solo i quattro individuati dalla commissione a seguito del colloquio sostenuto». In realtà il Cda ha magicamente tirato fuori dal cilindro anche gli altri candidati. A questo punto il Cda dell’ente dovrà decidersi: o chiama la vincitrice a firmare il contratto che aspetta da due mesi. Oppure chiede scusa e riparte dall’inizio con la selezione. —

S.C.

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