Il Tirreno

Pontedera

LA SENTENZA 

Legittimo l’annullamento della multa, assolti Lensi e Migliorini

P.B.

I due vice comandanti della polizia municipale erano finiti a processo dopo l’esposto di un “corvo” dentro il comando «Sapevamo di essere nel giusto»

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PISA. Piena assoluzione. I veleni diffusi dal corvo all’epoca della guerra interna al comando della polizia municipale di via Battisti hanno trovato l’antidoto di un dibattimento in aula che alla fine ha portato le prove di un comportamento corretto da parte dei vice comandanti rinviati a giudizio, Tiziana Lensi, 56 anni, di Livorno e Paolo Migliorini, 54 anni, di Pisa.

Quando il presidente del collegio del Tribunale Luca Salutini (a latere Iadaresta e Grieco) ha letto il dispositivo l’ufficiale Lensi si è commossa. Un pianto che è servito a disinnescare una tensione accumulata nel corso del processo.

«Questa storia mi ha danneggiata – afferma la vice comandante fuori dall’aula –. Non ho partecipato al concorso da dirigente sapendo di questa pendenza. Sapevo di non aver commesso irregolarità, ora lo hanno accertato anche i giudici».

Lensi, accusata di falso e abuso d’ufficio, è stata assolta perché il fatto non sussiste. Per Migliorini, che doveva difendersi dall’abuso d’ufficio, la formula è stata quella del «fatto non costituisce reato». Il pm Giovanni Porpora aveva chiesto una condanna a 8 mesi per entrambi difesi dall’avvocato Carlo Lombardi.

«Ho annullato la multa facendo il mio dovere correttamente» chiosa Migliorini, da poco rientrato a Pisa dopo aver guidato la municipale a Cascina, che fin dal primo giorno ha ribadito serenità per le sue azioni e fiducia nel collegio del Tribunale.

All’origine del processo una lettera anonima inviata in Procura da qualcuno che aveva risentimenti verso Lensi e Migliorini. La vice comandante ha ricordato in una delle ultime udienze la proposta di avviare una rotazione del personale distaccato in zona Duomo e non lasciare il servizio ai soliti. Un incarico che nel corso di un anno poteva portare in tasca al personale almeno 2.500 euro in più. Nel 2016 l’episodio al centro del giudizio. Un agente multa l’auto della Lensi (40 euro) contestando l’infrazione come parcheggio fuori dagli spazi nei pressi del comando di via Battisti. Quando la funzionaria aveva visto il verbale si era presentata dal collega Migliorini e, determinata nel fare valere le sue ragioni, aveva chiesto e ottenuto l’ annullamento della sanzione. «Gli atti istitutivi dell’area di sosta non c’erano – è stata la tesi difensiva accolta dai giudici spiegata dall’avvocato Lombardi–. Il vigile ha fatto la multa per la violazione dell’auto fuori dagli spazi. Anche la Pisamo scrive che lì non c’è il divieto di sosta. Ripeto, non esistono né la delibera istitutiva, né l’ordinanza per l’area di sosta. È un dato oggettivo. La multa non aveva alcun supporto giuridico». —

P.B.

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