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Stazione, un “portiere sociale” per evitare le liti condominiali

T.S.
Stazione, un “portiere sociale” per evitare le liti condominiali

L’iniziativa della Regione avrà come base operativa un fondo della galleria Coop Il sindaco Millozzi: «Una figura che servirà a mediare i rapporti tra le varie etnie»

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PONTEDERA. Nascono sempre come banali discussioni. Molto spesso, però, diventano litigi infuocati, a volte anche dai risvolti violenti. La vita di condominio non è una cosa semplice. Soprattutto dove, nello stesso palazzo, si incrociano e convivono etnie diverse tra loro.

Da qui l’idea di individuare una figura capace di fare da mediatore tra gli abitanti dello stesso condominio. Il progetto si chiama “Portierato sociale” ed è finanziato dalla Regione. Il “portiere” non avrà soltanto il compito di evitare incomprensioni tra i condòmini, ma sarà utile anche per fornire loro informazioni su servizi, prestazioni e opportunità pubbliche presenti sul territorio. A febbraio un ufficio del “Portierato sociale” verrà aperto anche a Pontedera. Precisamente, all’interno della galleria commerciale della Coop di via Brigate Partigiane.

Il Comune nelle prossime settimane definirà il contratto con il proprietario del fondo individuato per la partenza del progetto, dopodiché la sperimentazione prenderà definitivamente il via, con la collaborazione dell’Arci.

«Molti cittadini si rivolgono al Comune per questioni legate alla vita di condominio, come schiamazzi, rumori e odore di cibo che dalle abitazioni finisce negli spazi condivisi del palazzo. Col “Portierato sociale” – spiega il sindaco, Simone Millozzi – avremo la possibilità di intervenire direttamente su questo tipo di fraintendimenti, con una persona appositamente preparata». Un modo per avere animi più distesi sui pianerottoli dei molti “palazzoni” che sorgono nel quartiere della stazione, ma anche per far sì che tutti gli obblighi del normale cittadino vengano rispettati.

«Il portiere sarà all’interno dell’ufficio nella galleria Coop, ma comunque girerà per i condomìni, e potrà avvisare il Comune qualora riscontrasse irregolarità, per esempio – continua Millozzi – legate alla raccolta differenziata dei rifuti». Portiere, ma non poliziotto. Millozzi, infatti, puntualizza che «il “Portierato sociale” non è un servizio di repressione, ma di supporto. I cittadini del quartiere della stazione potranno contare su una figura capace di risolvere i loro problemi, o comunque di consigliare il modo migliore di ottenere una serena e pacifica convivenza all’interno del palazzo. Non si tratta di un soggetto che va per le case a fare controlli, per quello ci sono le forze dell’ordine, che alla stazione e sull’intero territorio comunale stanno facendo un ottimo lavoro per la sorveglianza delle varie zone, legato ad attività tese al contrasto e all’eliminazione della microcriminalità». —

T.S.

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