Sicurezza
Nuova chiesa quasi pronta s’avvera il sogno di don Gori
L’edificio è destinato a diventare il centro della frazione Ponticelli, a lungo periferia ma oggi alla ricerca di una identità. L’opera finanziata dalla Cei per un milione
PONTICELLI. Le fondazioni di un edificio hanno da sempre un valore simbolico, oltre che strutturale. A maggior ragione per un edificio di culto, per di più destinato a diventare il centro di un paese rimasto a lungo semplice periferia, oggi alla ricerca di una propria identità. Ma anche la realizzazione di un sogno che monsignor Alvaro Gori, storico parroco di Santa Maria a Monte scomparso nel 2009, aveva chiuso in un cassetto e che oggi sta diventando una bella realtà. Tutto questo svetta ormai da qualche tempo nella piana di Ponticelli, dove la nuovissima chiesa della frazione, dopo un parto lungo e rallentato alcune beghe burocratiche del cantiere, sta arrivando a compimento.
Nei prossimi mesi, gli ultimi ritocchi, per un’opera che potrebbe essere inaugurata già entro l’anno. Completata la copertura nell’anno appena trascorso, gli interni sono quasi finiti e già tradiscono la natura di quella che sarà, oltre che un luogo di culto, anche uno spazio dedicato alla cittadinanza e alle mille future iniziative di solidarietà e non solo che ruoteranno attorno all’attività parrocchiale.
Il progetto prevede anche la creazione di una sala parrocchiale e di una serie di locali per le attività pastorali, a cominciare dalla scuola di catechismo: un modo per rispondere alle esigenze di una frazione che ormai, cresciuta enormemente negli ultimi due decenni, manca innanzitutto di identità e punti di riferimento, specie per i più giovani.
Sobrietà nei materiali e tanto legno (elemento che a quanto pare colpisce positivamente un po’ tutti coloro che si sono addentrati negli ambienti). Definito anche il grande portico d’ingresso, che rimarrà aperto sul giardino, dove di lato si immette nella struttura una piccola rampa pensata in occasione delle celebrazioni funebri. Completata, infine, la parte delle pitture esterne, campanile compreso.
Ancora tutta da pensare, eventualmente anche in un secondo momento e dopo l’inaugurazione, l’ampia parte esterna e del giardino. Un’opera finanziata per quasi un milione dalla Cei, che ha interessato un’area di scavo di circa 1400 metri quadri per un piano dei lavori che doveva finire entro il 2016, prima che i tempi si allungassero, anche a seguito di una sostanziale modifica del progetto originario. Una chiesa dai lineamenti più sobri e classici rispetto alle tante di ultima generazione che in anni recenti sono sorte nei pressi delle nuove aree in espansione dei comuni pisani.
I lavori, iniziati nel 2014 con il getto delle fondazioni e la rifinitura del primo solaio nel settembre 2015, adesso sono arrivati al momento delle rifiniture.
«Contiamo di poter terminare gli infissi più grandi nei prossimi due mesi, circa – spiega, in un breve tour degli ambienti della chiesa, don Mario Brotini, vicario episcopale per la Diocesi di San Miniato ed uno dei soprintendenti ai lavori, che dal punto di vista tecnico sono stati portati avanti dall’ingegnere Irene Storti – È ancora presto per avere una data di inaugurazione, ma speriamo di poterla consegnare entro l’anno». –
Nilo Di Modica
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