Attenzione
Lacrime e aneddoti per salutare Francesca
L’addio delle amiche all’avvocato Nasoni. Ricordate l’ironia e la gioia con cui riusciva sempre ad affrontare la vita
CASCINA. Lacrime e sorrisi di malinconia per dare l’ultimo saluto a Francesca Nasoni, l’avvocato di Cascina morta per una malattia. Rose bianche sulla bara, il colore di un profondo sentimento di affetto. Circondati dall’abbraccio di tanti, il marito Massimo, il figlio e la figlia, la sorella Letizia, che hanno condiviso con Francesca il percorso della sofferenza. Un grande dolore per tutti loro, arrivato troppo in fretta. . Di Francesca ora restano i ricordi e tanti aneddoti, sopratutto per chi ha percorso insieme a lei un pezzo di vita. E così alla fine dell’omelia, dopo che don Paolo Paoletti, aveva invitato a trovare conforto nella fede, ricordando il forte abbraccio che Francesca gli aveva dato poco prima della fine dell’anno, c’è stato spazio per i ricordi delle amiche, delle “bimbe”, come si chiamano tra loro. L’ultimo saluto.
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«Eri bella anche se qualche volta dicevi che non ti sentivi così, eri colta anche se non lo davi a vedere», comincia il ricordo scritto come se Francesca fosse stata lì, insieme alle centinaia di persone arrivate per darle l’ultimo abbraccio avevano conosciuto. «Qualcuno di noi è cresciuto con te, qualcuno ti ha incontrato e conosciuto lungo il cammino. Ad ognuno hai insegnato a non arrendersi mai e questo lo hai dimostrato specialmente nelle ultime settimane della tua vita». Sarebbero mille le storie e gli aneddoti da raccontare, legati all’amicizia. E nel giorno dell’addio le amiche hanno voluto farle alcune promesse, ricordando la sua ironia e certi suoi consigli.
È una specie di decalogo, fatto di frasi che lei aveva detto chissà quante volte, a strappare sorrisi commossi. «Tacchi? Sempre. Mai più pinze nei capelli, immancabilmente truccate, mai mollare nel fisico, ristrutturazione sempre. A tavola con le amiche mai parlare di cucina, della scuola dei figli e dei mariti, la borsa sempre a portata di mano. Il “tottero” giusto e così le serate possono iniziare tardi e finire ancora più tardi. E per chiudere France, solo bollicine». Perché Francesca era anche questo.
S. C.
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